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COSENZA. Pentito fa ritrovare scheletro di Luca Bruni

COSENZA. Pentito fa ritrovare scheletro di Luca Bruni

Ufficialmente si dovrà aspettare l'esito degli accertamenti scientifici per essere certi che lo scheletro ritrovato ieri appartenga a Luca Bruni, reggente della cosca cosentina che si temeva fosse sparito per lupara bianca nel gennaio 2012, ma i dubbi sono pochi. Il ritrovamento dei resti del boss sono di fatto il primo importante riscontro concreto alle dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia accusato lui stesso di essere autore del delitto.

Adolfo Foggetti, 29 anni, era stato arrestato insieme a Maurizio Rango alla fine di novembre perché accusati di aver attirato in un tranello Luca Bruni, figlio del più noto boss chiamato ''Bella bella'' appena uscito dal carcere, facendogli credere che sarebbe andato a un incontro con gli allora latitanti Franco Presta ed Ettore Lanzino.

Invece, secondo la ricostruzione della Dda di Catanzaro, il rampollo della dinastia criminale cosentina venne ucciso e il suo corpo fu fatto sparire. Subito dopo l'arresto di Rango e Foggetti, operato dai Carabinieri del Reparto operativo di Cosenza, un'altra importante operazione è stata messa a segno da Carabinieri e Squadra mobile di Cosenza con venti arresti. Le indagini proseguono ora con un elemento in più dato dalle dichiarazioni di Foggetti, raccolte in queste ore dai pm Pier Paolo Bruni e Vincenzo Luberto.