Direttore: Aldo Varano    

RC. Ieri primo incontro 2015 interno al “Laboratorio della città (in)differente”

RC. Ieri primo incontro 2015 interno al “Laboratorio della città (in)differente”
ReP
 

Cittadinanza, inclusione ed innovazione sociale con “ReActionCity Woman” sono state protagoniste ieri al centro di produzioni creative “Hop” nel primo incontro 2015 interno al “Laboratorio della città (in)differente” rivolto a singoli e gruppi interessati a questa sfida di coraggio ed intraprendenza, di crescita socio-economica, di legalità, di restituzione di spazi collettivi e di rigenerazione che sta interessando ed entusiasmando. Una partecipazione attenta e numerosa per riprendere il percorso che, per la verità, non si è mai interrotto nemmeno durante la pausa natalizia. L’associazione di innovatori “Pensando Meridiano” sta guidando il racconto sulle attività in corso. L’obiettivo dell’azione “ReActionCity Woman”, che si sta aprendo ai nuovi “makers” ed alla partecipazione della cittadinanza attiva, ossia a quel “fare città” coniugando persone e luoghi, cioè la coop “SoleInsieme” e il bene sequestrato per la sartoria, ma anche il metodo, ovvero il partenariato orizzontale, sono gli stessi della tattica più generale “ReActionCity”. Condividendo il modo di pensare e di agire e l’innovazione, il progetto sociale ed urbano sta sempre più crescendo, anche grazie ad uno “sharing community” che ne sta divulgando gli obiettivi e che sta avendo numeri importanti come le oltre 1700 persone e le 24 comunità coinvolte tra Calabria e Sicilia fino a dicembre scorso e che presto si allargherà al resto della città metropolitana ed in altre città d’Italia. Un progetto che si sta caratterizzando pure per una progettualità calata sul territorio ed aperta alle sfide di programmazione europea per le città intelligenti e solidali (www.reactioncity.com).
«Si continua a credere che la città posso divenire differente con azioni che la costruiscono socialmente, ma che si interessano di incidere pure su un nuovo urbanesimo. Anche l’azione “ReActionCity Woman” ci interessa per questo. C’è un lavoro di cittadinanza che ci aspetta per i temi dell’inclusione delle donne, ma anche per la cultura da rifondare sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati come riscatto del patrimonio collettivo, quindi dal nostro laboratorio parte la condivisione del progetto come sempre forte del suo carattere didascalico ed innovativo, che può quindi concretamente mostrare a città ed enti come si possa fare» ha affermato la professoressa Consuelo Nava a proposito dell’azione che ha avuto l’input della consigliera di Parità Daniela De Blasio e che sta vedendo attivi le donne della coop “SoleInsieme”, il Tribunale, l’associazione “Pensando Meridiano”, La Provincia, la Casa circondariale, Confindustria, Confcommercio, il Comune e l’associazione “Agape”. La consigliera De Blasio ha raccontato i passaggi fondamentali che hanno portato alla scelta del percorso intrapreso e dichiarato di voler allargare l’azione. Ad intervenire anche la presidente di “SoleInsieme” Giusy Nuri sulle attività in corso ed i tempi della cooperativa delle donne, così come il geometra dell’Ufficio tecnico della Provincia Cesare Sant’Ambrogio che, insieme a Giuseppe Mangano dell’associazione “Pensando Meridiano”, stanno coordinando il cantiere nel bene sequestrato. Già qualcosa è stato fatto nei locali di via Possidonea 53b che ospiteranno un laboratorio sartoriale aperto ad una serie di altre attività tecnico-commerciali legate all’ambito del vestire oltre che alla socialità. Infatti, è stato bonificato a livello igienico-sanitario e riportate alla legalità le strutture. I lavori veri e propri, che sono animati dalla filosofia del riciclo dei materiali funzionali alla sostenibilità ambientale ed economica e che vedranno protagonisti attivi alcuni detenuti, sottolineando così una funzione rieducativa della pena spesso dimenticata, partiranno il 20 gennaio e, compatibilmente con il programma di innovazione e l’operatività di tutti i soggetti partecipanti, dureranno circa 60 giorni, come spiegato dal tecnico dell’ente. «In ogni caso, la cittadinanza verrà informata dell’avanzamento in rete e di quello che definiremo un “cantiere evento”, ogni avanzamento dei lavori, verranno promossi incontri ed eventi formativi, culturali ed aggregativi che chiameranno la città ad accompagnare il riscatto del bene come fatto simbolico e fisico e per sin da subito singoli e gruppi interessati possono promuovere attività che allargheremo al coinvolgimento dei makers urban, social, testimonial e partners come previsto dal progetto» ha aggiunto Mangano. È partito il tempo della costruzione condivisa del programma dentro e fuori il cantiere di “ReActionCity Woman”.