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Mangialavori (CDL): Integrazione alla legge elettorale

Mangialavori (CDL): Integrazione alla legge elettorale

ReP

“Primo fondamento di ogni democrazia, il dovere della chiarezza. Un criterio che andrebbe applicato con maggiore rigore alle leggi elettorali. Quella sull’elezione delle rappresentanze regionali calabresi, obiettivamente, non risponde a tale orientamento. In tal senso sarebbe opportuno un impegno corale teso alla sua semplificazione. E ciò al di là delle scelte di merito. Tuttavia, un punto merita assoluta priorità. Occorre garantire la presenza, in seno all’Assise regionale, del candidato alla presidenza che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato Presidente”.

E’quanto sostiene il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori (CdL) che parla di “necessità sia politica che giuridica. Politica perché tale figura ha coalizzato un’unità ampia, anche in termini elettorali. Giuridica, in quanto rispondente ad un criterio di rappresentanza reale che trae fondamento dalla stessa Costituzione”.

“Allo stato - ricorda il consigliere - pende, presso l’Autorità giudiziaria, un ricorso presentato da Wanda Ferro. La norma, pertanto, così per come formulata, genera dubbi interpretativi e applicativi. Bisogna, dunque, procedere con urgenza per eliminare un’incertezza normativa o una sua carenza che non ha alcun fondamento logico e razionale. Per tale ragione - rende noto Mangialavori - ho presentato una proposta normativa dal tenore semplice ed efficace, d’integrazione alla legge regionale del 7 febbraio 2005 n. 1 (Norme per l’elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale). Secondo tale proposta, dopo quello del presidente, il primo seggio andrebbe assegnato al candidato alla carica di Presidente che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello eletto. In tal modo, la proposta non avrebbe comunque incidenza sugli attuali criteri di assegnazione degli altri seggi”.

Secondo l’esponente politico: “L’introduzione della riforma apporterebbe un elemento di razionalizzazione, rispondente, oggettivamente, ad un’inderogabile necessità di rappresentanza democratica. La democrazia, d’altronde, impone scelte che siano coerenti con gli interessi della comunità. E tali interessi - conclude Giuseppe Mangialavori - si determinano nell’alveo della rappresentanza istituzionale che a sua volta è generata dalla volontà popolare”.