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CALABRIA. Giornata della memoria, a Tarsia per non dimenticare

CALABRIA. Giornata della memoria, a Tarsia per non dimenticare

 

La giornata della Memoria, per non dimenticare, si moltiplica per dieci. E il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia diventa lo sfondo delle tante iniziative organizzate fino al 29 gennaio dal Comune di Tarsia, in provincia di Cosenza, per onorare il settantennale della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Perche' proprio a Ferramonti, in una zona ai piedi di una serie di colline che chiudono a nord la valle del Crati, allora insalubre e solo per meta' bonificata, fu costruito nel 1940 quello che divenne il piu' grande campo di concentramento fascista italiano per ebrei, apolidi, stranieri nemici e slavi: il primo campo ad essere stato liberato ma anche l'ultimo ad essere stato formalmente chiuso. Ferramonti fu infatti liberato dagli inglesi nel settembre del 1943, ma molti ex-internati vi rimasero anche negli anni successivi fino alla chiusura ufficiale l'11 dicembre 1945. Domani l'evento principale, con l'incontro con due testimoni della Shoah: Haim Farkas e Dina Smadar. Farkas fu uno dei bambini imbarcati sul Pentcho, il battello che nel maggio del 1940 lascio' Bratislava per raggiungere, via Danubio, la Palestina e che invece si areno' su un isolotto dell'Egeo: i profughi, dopo quasi due anni trascorsi a Rodi, vennero poi deportati a Ferramonti. Dina Smadar, invece, oggi artista internazionale, nacque da una coppia che aveva intrapreso lo stesso viaggio di Haim. Il momento culminante sara' la cerimonia religiosa, guidata da Rav Lazar da Milano, che ricordera' quanti hanno perso la vita tra Ferramonti e Cosenza. Interverranno tra gli altri il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Occhiuto, il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, e il rettore dell'universita' della Calabria, Mirocle Crisci. La giornata della Memoria 2015 rappresenta un importante punto di partenza che tende a valorizzare sempre piu' il teatro in cui si realizzano la maggior parte degli eventi: il Museo Ferramonti. Le baracche dell'ex campo di concentramento saranno il palcoscenico di numerose attivita', tra cui la mostra di foto dell'epoca a cura di Dina Smadar e la mostra documentaria allestita dal Centro Internazionale di Studi Giudaici in collaborazione con l'Archivio Centrale di Stato di Roma.