Direttore: Aldo Varano    

CATANZARO. PD su Area Vasta Asse Catanzaro-Lamezia

CATANZARO. PD su Area Vasta Asse Catanzaro-Lamezia
ReP
 
Il rilancio in questi giorni del dibattito politico sul tema dell’Area Metropolitana Catanzaro-Lamezia colma finalmente un vuoto che aveva caratterizzato il confronto sui sistemi territoriali in questi anni, e che aveva rimosso colpevolmente la questione dell’Asse Catanzaro-Lamazia come un tema da non affrontare per paura di alimentare campanilismi e chiusure localistiche. 
L’attuale evoluzione delle aree metropolitane e dell’assetto urbano in Italia e in Calabria, la nascita della Città Metropolitana di Reggio Calabria, l’avvio del processo di conurbazione e di integrazione tra Cosenza e Rende, la decisione di unificare Corigliano e Rossano, costringono anche l’area dei Due Mari ad avviare una seria riflessione su un assetto integrato dell’asse urbano Ionio-Tirreno che possa porsi con competitività  sul piano degli assetti territoriali metropolitani in una Calabria che cambia e che si unifica. La nascita di forti aree urbane conurbate e integrate pone infatti l’esigenza all’asse Catanzaro-Lamezia di procedere rapidamente all’avvio di processi di integrazione e di coordinamento per evitare di diventare marginali sull’assetto territoriale regionale. Una prospettiva che peraltro già il Quadro Territoriale Regionale (QTR) aveva individuato con chiarezza come una prospettiva strategica dell’assetto del territorio regionale, una vera e propria Area integrata prioritaria e portante per lo sviluppo della Calabria. 
Un assetto integrato tra Catanzaro e Lamezia appare dunque un orientamento non più eludibile, che solo superate spinte campanilistiche possono pensare ancora di esorcizzare. Un’area integrata che si sviluppa sui Due Mari e che concentra lo snodo dei sistemi della mobilità e dei trasporti calabrese a Lamezia e il polo direzionale regionale e quello della salute a Catanzaro, esaltando le potenzialità di sviluppo dell’area integrata in proiezione regionale. 
E’ opportuno ricordare che l’avvio del dibattito sull’interazione dei Due Mari era stato definito e ipotizzato proprio dalla Giunta Comunale Olivo di Catanzaro attraverso il Piano Strategico di area vasta, approvato nel 2008 all’unanimità del Consiglio Comunale, che ha originato non solo gli strumenti di pianificazione territoriale, ma anche l’attuale fase di programmazione strategica della Città (PISU, Urbact, la nuova programmazione comunitaria 20104/2020, ecc.), e successivamente vanificato dalle Giunte di centro-destra di Traversa e di Abramo. 
Già nel Piano Strategico appariva chiara la necessità di una direttrice di sviluppo integrato Ionio-Tirreno, da rafforzare con scelte tendenziali di unificazione dell’area urbana Catanzaro-Lamezia, peraltro ribadita come prospettiva di rilevanza regionale strategica dal Q.T.R.. Una prospettiva che consentirebbe, come qualcuno ha ipotizzato in questi giorni, l’apertura dell’asse urbano integrato anche alla direttrice ionica verso Crotone. 
Sono invece state le scelte scellerate delle Amministrazioni di centro-destra a negare tale prospettiva ed a rinchiudere lo sviluppo di Catanzaro alla sola espansione marina verso Soverato o montana verso la pre-Sila. Che il Sindaco Abramo si penta infine di questi orientamenti e apra il confronto sull’asse urbano integrato è certamente una buona notizia, ma tale orientamento deve produrre scelte di pianificazione territoriale e di programmazione concrete ed operative, per evitare che esse siano solo accademia del momento. 
In tale quadro sbaglia chi ritiene che l’integrazione di Catanzaro con Lamezia indebolisca l’elemento strategico della funzione di Catanzaro Capoluogo Regionale. La priorità è invece un’altra: in un contesto caratterizzato da significative aree urbane di livello metropolitano e integrato, si rafforza l’idea strategica della Città Capoluogo come dimensione di rilievo regionale, non locale, che occorre rafforzare con investimenti e strumenti normativi adeguati. 
Occorre allora avviare, come più volte il PD di Catanzaro ha ribadito, consegnando peraltro al Presidente della Giunta Regionale Oliverio un Dossier articolato di proposte centrato sul ruolo strategico di Catanzaro Capoluogo della Calabria, una forte iniziativa  per rafforzare il ruolo direzionale della Città e dell’area di Germaneto, fino alla proposta rilanciata in questi giorni di una Legge Regionale Speciale per lo status di Città Capoluogo a Catanzaro, che vogliamo che diventi la piattaforma della Giunta Regionale, non una questione di pennacchio.L’idea che intendiamo sostenere è di Catanzaro Capoluogo forte, riconosciuto nel suo ruolo e sostenuto da investimenti di rafforzamento del ruolo, che si integra come centro direzionale regionale in un Asse urbano attrezzato tendenzialmente unificato Ionio-Tirreno di livello metropolitano, capace quindi di sviluppare servizi e funzioni  di qualità urbana superiore.
Il PD deve confermarsi all’altezza di una tale sfida. Per questo è necessario che il partito regionale e provinciale superino questa fase di sterili contrapposizioni, di delegittimazioni e di scontro e che quello cittadino si doti rapidamente di organismi dirigenti riconosciuti e autorevoli. 
Solo cosi potremo sostenere con proposte adeguate e forza politica l’azione di governo di una Giunta regionale che deve sollecitamente raggiungere la piena operatività e, al tempo stesso, incalzare l’Amministrazione Comunale, perché l’idea dell’integrazione urbana diventi una delle scelte strategiche dell’assetto del territorio calabrese. 
Avvieremo un dibattito aperto in città attraverso incontri con i cittadini, i consiglieri regionali, provinciali e comunali.  Ci apriremo inoltre ad un confronto costruttivo con il partito della città di Lamezia Terme e dei comuni interessati della Provincia.