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Nicolò (FI) sulla politica regionale

Nicolò (FI) sulla politica regionale

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“Le difficoltà del centrosinistra di queste ore per far quadrare il cerchio nella scelta dei presidenti delle Commissioni consiliari non possono trovare aggiustamenti a discapito del ruolo dell’opposizione”.

Lo afferma il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Campanella, Alessandro Nicolò che aggiunge:  “Dopo l’estromissione di Forza Italia dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con un’operazione politicamente discutibile che ha portato, di fatto, all’allargamento della maggioranza – prosegue Nicolò – vorremmo potere scrivere una pagina nuova in relazione agli assetti istituzionali ancora incompleti. Nessuna obiezione per le Commissioni permanenti, i cui organi di direzione istituzionale dovranno giustamente essere affidati ad esponenti del centrosinistra. È incontrovertibile però che la Commissione Speciale di Vigilanza e Controllo venga presieduta da un rappresentante dell’opposizione. Pertanto il Gruppo consiliare di Forza Italia  – sottolinea Alessandro Nicolò – auspica che questo ruolo venga assegnato a un suo componente. Qualcuno potrebbe osservare ciò che è avvenuto la scorsa legislatura, quando questo ruolo non fu attribuito all’opposizione ma non sfuggirà che, in quella circostanza, emerse il pensiero differenziato di alcuni esponenti dell’allora maggioranza di centrodestra, tra cui il sottoscritto in occasione delle prime sedute dell'ufficio di presidenza,  sia pur in posizioni minoritarie, che riconobbero, per principio, questo ruolo alla minoranza. Repetita juvant?”. 

Il capogruppo di Forza Italia sottolinea ancora: “In tutte le democrazie mature, organi di controllo affidati ad esponenti delle opposizioni politiche sono segnale evidente di efficace balance-effect, che sostanzia procedure democratiche e di riconoscimento del ruolo di minoranza. Finora il Pd ed il centrosinistra hanno messo in campo soltanto rapporti muscolari controllando gli spazi istituzionali. Auspico che per la questione in specie non si ripeta il medesimo atto di qualche mese addietro con la ‘scelta’ fatta dal Pd persino dei membri dell’opposizione in Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Se ciò dovesse ripetersi, ci troveremmo dinanzi ad un monopolio istituzionale, sprezzante e pericoloso, i cui esiti sarebbero gravissimi per la democrazia ed irriguardosi per migliaia di cittadini che hanno avuto soltanto il coraggio di professare le loro idee attraverso il libero voto, e che non troverebbero così dignità di rappresentanza nella casa comune per un insano concetto secondo cui una vittoria elettorale può cancellare qualsiasi regola di corretto comportamento istituzionale”.