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REGGIO. L'elisoccorso, Morabito: "non c'è fine allo spreco del denaro pubblico"

REGGIO. L'elisoccorso, Morabito: "non c'è fine allo spreco del denaro pubblico"
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Non c’è fine allo spreco di denaro pubblico e Reggio Calabria, ancora una volta, risulta essere la città più penalizzata della Calabria.
Ancora una volta siamo costretti ad appurare come i soldi dei cittadini vengano utilizzati in modo spropositato senza far corrispondere un servizio completo, efficiente e puntuale alla spesa sostenuta.
E la cosa ancor più grave é che tutto ciò va a discapito della salute dei cittadini di Reggio Calabria e provincia.
Ci riferiamo al servizio di elisoccorso. Un servizio importantissimo, a volte fondamentale per la salute dei cittadini, la cui spesa viene puntualmente sostenuta ma con una fruibilità del servizio dimezzata. Esiste, infatti una totale impossibilità di utilizzo nelle ore notturne perché, dopo l’atterraggio dell’ultimo aereo proveniente da Milano, l’aeroporto Tito Minniti chiude e non c’è più la possibilità di utilizzare la struttura per trasporti urgenti sanitari a mezzo elicottero. L’Azienda ospedaliera reggina è sprovvista di piattaforma atta al decollo e atterraggio. Oltre il danno ecco anche la beffa: esiste una struttura di eliporto presso l’ospedale di Locri ma non è abilitata al servizio notturno.
Ma in orario diurno la situazione non è più rosea. Le basi di elisoccorso, infatti, sono ubicate a Cosenza, Lamezia Terme, Crotone (Cirò Marina) e Locri, lasciando la punta della regione, Reggio dunque (città più popolosa della Calabria stessa), priva di un così importante servizio, in relazione ai Soccorsi Primari.
Ecco che Reggio, oltre ad essere totalmente sprovvista del servizio notturno, non può usufruire dei soccorsi primari che, come raccomandato dai Lea, devono avvenire entro 20 minuti.
Una situazione molto grave, basti pensare che qualche settimana fa è stato impossibile trasferire un politraumatizzato proveniente da Polistena, che necessitava di ricovero urgente presso all’azienda Pugliese Papardo di Messina.
Il caso che ci ha maggiormente colpiti però è quello accaduto la notte del 5 febbraio scorso, ai danni di un bambino gravemente ustionato che, stante il proprio stato di enorme sofferenza e di impellente necessità di trasferimento al Centro grandi Ustioni di Catania, non è stato trasportato con l’elicottero perché l’aeroporto era chiuso e si è dovuto ripiegare sul trasporto ordinario con autoambulanza, perdendo così del tempo prezioso ai fini dell’urgentissima terapia necessaria in questi casi e costringendo un bimbo di pochi mesi a soffrire un dolore insopportabile, quale quello dovuto ad ustione; per non parlare del danno arrecato sottraendo per molte ore un automezzo al Servizio per l’emergenza sanitaria, essendo già insufficienti gli automezzi disponibili.
Spreco ed inefficienza, dunque, che si configurano ancor più gravi perché riguardano la salute e la sicurezza dei cittadini.
Non dobbiamo essere noi a suggerire come risolvere la questione, né chiediamo che venga realizzata una vera base Hems, anche se in prospettiva ed in considerazione del fatto che Reggio è città Metropolitana, ne auspichiamo una realizzazione futura.
Nell’immediatezza, però, si potrebbe mutuare un sistema già sperimentato in altre regioni, utilizzando spazi già esistenti quali capi di calcio per permettere la continuità di un servizio fondamentale ed urgente quale l’elisoccorso o, ancora meglio, si potrebbe procedere alla costruzione di una piattaforma per il decollo ed atterraggio, presso gli ospedali o altro luogo da individuare sul territorio cittadino.

Dobbiamo dare atto anche dell’amarezza e del disagio degli operatori del Servizio di Emergenza che, pur di fronte a questi ingiustificati disservizi, fanno fronte con grande difficoltà agli eventi facendo leva sulla loro professionalità e dedizione che mettono a disposizione di chi ha bisogno.

Il nostro auspicio migliore è che non si debba ulteriormente tornare su questo delicato argomento che necessita di intervento immediato, da parte degli Organi competenti.