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MORRONE (Fi) sulla legge che esclude la Ferro dal Consiglio regionale

MORRONE (Fi) sulla legge che esclude la Ferro dal Consiglio regionale
"Considerate le continue, e spesso gratuite, prese di posizione di alcuni miei colleghi ed ex colleghi consiglieri inerenti la vicenda della esclusione dalla massima assise regionale del miglior candidato perdente alla carica di
governatore della CALABRIA, mi trovo, mio malgrado, costretto ad esprimere delle valutazioni nel merito ed esporre a me stesso ed ai calabresi tutti degli interrogativi mai come questa volta lontani dalla retorica". Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Ennio Morrone.
 
"Osservando, ad esempio - aggiunge - la verve con cui Geppino Caputo punta il dito sulla nuova legge elettorale ed al contempo invoca l'intervento delle autorita' inquirenti, mi viene da domandare il perche' l'ex
collega di partito si ricordi di obiettare a distanza di diversi mesi dal varo del testo il cui relatore era l'allora Presidente del Consiglio regionale Franco Talarico, nonche' dall'espletarsi delle elezioni stesse e dalle susseguenti polemiche ingeneratesi. Insomma, se ne accorge solo adesso? Non ha forse avuto modo di leggere la relativa documentazione di cui sono stati destinatari tutti i consiglieri regionali durante il consiglio nel quale si e' approvata la variazione di legge? O forse, e', piu' semplicemente, un banale, e strumentale,
tentativo di influenzare le decisioni del Tar chiamato a pronunciarsi, del cui giudizio di totale imparzialita' siamo comunque certi? Allo stesso modo destano piu' di qualche perplessita' le affermazioni del collega Domenico Tallini che va dicendo, non si sa a che titolo, in diverse sedi, istituzionali e non, alla presenza di molti testimoni, che la dottoressa Ferro a giorni mi subentrera': Tallini prevede gia' la sentenza del Tar oppure e' a conoscenza di cose che tutti gli altri ignorano?
 
E questo accanimento tardivo e' frutto di un ripensamento sulla sua condotta passata? Qualora abbia nutrito dei dubbi sulla bonta' della legge elettorale, perche' non li ha manifestati in tempo utile alla candidata di allora Wanda Ferro? Avrebbe potuto suggerirle di capeggiare la lista di Forza Italia nella circoscrizione centro e contestualmente candidarsi a governatore cosi' come fatto dall'avvocato Cantelmi rappresentante del Movimento Cinque Stelle". "Ma soprattutto, anche in questo caso, appare maldestro - prosegue Morrone - il tentativo di portare la questione da un piano squisitamente giuridico, ovvero applicazione della legge vigente, ad uno, presunto, politico.
 
Stamane, infatti, sempre Tallini, si e' presentato negli uffici regionali dove, con poco garbo istituzionale, ha chiesto e ottenuto l'accesso gli atti inerenti la costituzione in giudizio della Regione in opposizione alla richiesta della Ferro, prassi questa abituale in casistiche del genere. Al di la' di ogni sterile speculazione la ratio, giusta o sbagliata che sia, che ha mosso la nuova legge elettorale e' stata quella di tener conto del fatto che se prima, col voto disgiunto, il candidato governatore raccoglieva preferenze quasi esclusivamente a lui destinate, ora con il nuovo dispositivo di legge, non essendoci piu' tale possibilita' per l'elettore, il candidato governatore raccoglie quasi esclusivamente voti derivati dalle preferenze date ai consiglieri e ai partiti"