Direttore: Aldo Varano    

CATANZARO. Eugenio Occhini sulla questione Conservatorio

CATANZARO. Eugenio Occhini sulla questione Conservatorio
ReP
Cupio dissolvi, ovvero desiderio di dissoluzione. Potrebbe essere questa la ossessione che sembra orientare le scelte dell'attuale amministrazione comunale di Catanzaro. L'ultima, in ordine di tempo, è la paventata idea di trasferire il Conservatorio cittadino dalla sua sede attuale, l'ex Istituto Rossi, alla scuola Carbone, consentendo in tal modo alla facoltà di Sociologia di occupare gli spazi resosi liberi nello stesso ex Istituto Rossi. Il provvedimento è paventato, perché - ad oggi - resta confinato nel limbo di improvvidi comunicati, e variopinte dichiarazioni di esponenti dell'amministrazione comunale, dal Sindaco a scendere, e di altri presunti decisori. Tra le quali dichiarazioni spiccano, per l'inquietante genericità, quella attribuita al rettore della Università Magna Grecia il quale parrebbe aver garantito la disponibilità di ingenti somme per adeguare la struttura dell'ex Istituto Rossi (sic!), e quella attribuita al direttore del conservatorio il quale pare abbia espresso parere favorevole al trasferimento del conservatorio, giudicando adeguata la scuola Carbone (a risic!.) A fronte di tanta copiosa verbosità mediatica, non esiste però alcun atto ufficiale, né seri studi di fattibilità, e neppure deliberazioni di organismi legittimati ad assumerle. Il livello di governance, si fa per dire, è questo. Siamo tra l'annuncio o la boutade? Tra il tutto a posto? o il non mi dissero nenta? Mah. Non è dato sapere. E allora che dobbiamo fare? Ci ridiamo sopra, invitiamo Sindaco&C. a morzello e vino, paghiamo noi, e non se ne parla più? O li prendiamo sul serio? Nel dubbio, supponiamo che le intenzioni dichiarate siano vere.
Dunque, il nostro Sindaco, benché provato dai defatiganti rimpasti di giunta, ha trovato l'energia per esprimere il suo cupio dissolvi, appunto. Il provvedimento paventato, infatti, ha lo straordinario primato di produrre contestualmente, in un sol colpo, effetti nefasti su tutti gli ambiti cui è rivolto: minaccia la conservazione dell'ex Istituto Rossi (con gli scellerati lavori di adeguamento annunciati), avvia a repentina dissoluzione il Conservatorio cittadino, già oggetto di particolare e crescente disattenzione, e non risolve affatto la precaria ed insufficiente logistica della facoltà di sociologia, che tale - sostanzialmente - resterebbe! Complimenti, Abramo! Da guinness dei primati.
Noi pensiamo che l'ex Istituto Rossi, già monastero del Carmine, di inestimabile valore artistico, storico, monumentale e culturale, vada conservato e tutelato con particolare impegno, attenzione e competenza. Immaginare, al contrario,di farlo oggetto di oltraggiosi e non meglio definiti lavori di adeguamento, rappresenta la punta di una incultura, rozza ed arrogante, davvero inaccettabile.
Noi riteniamo che l'apertura del Conservatorio, avvenuta dopo grigi decenni di attesa, e sia pure come - temporanea - propaggine del conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia, costituisca un fiore all'occhiello per la nostra Città, e per l'intero territorio provinciale. E' una conquista che va difesa con i denti, e valorizzata con investimenti adeguati e con risorse umane qualificate, per raggiungere anche la piena autonomia giuridica e funzionale. Noi riteniamo che la facoltà di sociologia di Catanzaro debba avere una sede funzionale e definitiva, idonea ad accogliere le attività didattiche e di ricerca della laurea magistrale e di quelle specialistiche, nonché tutti i servizi complementari, per poter conferire effettivo rango universitaria all'intero comparto di Sociologia. L'ex Istituto Rossi non possiede, né potrà mai avere, caratteristiche strutturali tali da consentire il raggiungimento del suddetto obiettivo. Le esigenze di Sociologia sono serie. E seriamente vanno ricercate le risposte, ignorando le fumose soluzioni proposte da dilettanti in libera uscita! Né il tutto può ridursi a mera concessione di qualche locale, estromettendo, per giunta, altra e prestigiosa realtà accademica! Si tratterebbe di un compromesso al ribasso, per sottrazione, mediocre e meschino, al quale crediamo non possano prestarsi corpo docente e studenti di Sociologia. Se il provvedimento trovasse attuazione, saremmo di fronte a dissennata amministrazione della cosa pubblica. Esprimiamo perciò tutta la nostra contrarietà, il nostro dissenso, la nostra opposizione, che faremo valere in tutte le forme ed in tutte le sedi, qualora l'Amministrazione comunale intenda procedere così come annunciato.