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Nicolò (FI) sulla riforma del Catasto

Nicolò (FI) sulla riforma del Catasto

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“La riforma del catasto che il Governo Renzi si appresta a varare, più che gettare le basi per riscrivere parametri e rendite su tutto il territorio nazionale, costituirà un ulteriore elemento di depressione economica e sociale”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Campanella, Alessandro Nicolò. “L’ambiziosa road map decisa da Renzi, che ha come obiettivo al 31 dicembre 2019 l’aggiornamento di tutti gli immobili esistenti, con la ridefinizione della banca dati nazionale dei fabbricati e delle costruzioni, pur condivisibile come intento generale, nasconde forme di tassazione nuove sulla casa. L’aggiornamento del valore degli immobili – continua Nicolò – ai fini fiscali e normativi attraverso il riclassamento catastale, secondo alcuni calcoli pubblicati da autorevoli quotidiani nazionali, potrebbe comportare per i proprietari aumenti tributari fino al 400% dei livelli attuali”.“Se da un lato il provvedimento governativo servirà a far emergere edifici ed unità abitative tuttora sprovvisti di regolare planimetria e registrazione – dice ancora Nicolò - parimenti, puntando ai metri quadrati per definire il calcolo delle rendite, calerà come una scure sui piccoli risparmiatori e le famiglie, colpendo con un procedimento universale evasori e cittadini onesti che non hanno mai nascosto allo Stato la reale consistenza dei loro immobili. C’è il rischio evidente – prosegue Nicolò - che   il sistema di ricalcolo colpirà, ancora una volta, le più comuni categorie catastali, dalla A/1 alla A/11, che rappresentano la maggioranza delle unità immobiliari del Paese. Inoltre, e non è di poco conto per la nostra regione, si prospetta un ulteriore gravame di aumento delle tasse per gli immobili di categoria C, quelli ad uso commerciale, sulla cui valutazione ai fini fiscali peserà lo stato di conservazione dell’edificio, la sua centralità, la presenza di ascensori e di affacci. E’ auspicabile, a questo punto, che gli enti locali calabresi, prima di applicare le nuove norme, dettaglino la qualità urbana del contesto in cui gli immobili sono inserito, quindi, le infrastrutture e i servizi, la qualità ambientale, comprendendo i caratteri paesaggistici e naturalistici. Sul punto – conclude Alessandro Nicolò – non fosse altro che per evitare inutili contenziosi, è utile ricordare la sentenza 3156/15 depositata da qualche giorno addietro, con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato l’illegittimità di un provvedimento di riclassamento catastale di un privato cittadino, inadeguatamente motivato”.