Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. La destra reggina: "la ristrutturazione del Castello Aragonese sia riscatto della città"

REGGIO. La destra reggina: "la ristrutturazione del Castello Aragonese sia riscatto della città"
Dopo il completamento di VIA ASPROMONTE, la consegna dei lavori di Piazza Duomo la prosecuzione del Corso Garibaldi, l’attivazione dei primi fondi per la depurazione fognaria, si offre alla nostra Città l’ultimazione del cantiere impegnato per la ristrutturazione del Castello Aragonese, opera primaria che restituisce al patrimonio culturale la testimonianza storica di Reggio.I nostri movimenti Politici, sono impegnati, fuori da ogni logica di potere, per il riscatto della Città dopo il buio periodo del commissariamento; riuniti oggi per inaugurare simbolicamente l’ennesima opera voluta, progettata e sostenuta economicamente dai Governi Municipali di Centro destra, proprio a voler testimoniare la possibile rinascita del nostro territorio.Niente selfie o social spot, bensì una presenza umana che sul valore di questa nostra ennesima  conquista progettuale  segna una traccia di lotta politica, leale ma determinata, che vuole riconoscere la valenza attuale del lavoro di tanti  anni dedicati alla programmazione di centinaia di opere che l’amministrazione in carica può portare avanti, rendendo merito a quanto già fatto e tralasciando inutili strumentalizzazioni.Il Castello vuole e deve rappresentare l’avamposto di civiltà della Comunità reggina che deve trovare  energia costruttiva e forza per segnare il passo dedicato a quelle conquiste, prima fra tutte la Città Metropolitana, che una Destra lungimirante e progressista ha saputo concretizzare.Decine sono le opere pubbliche ultimate e non ancora consegnate alla Città, molte rappresentano possibili fonti di sviluppo economico, come il Mercato Ittico, altre hanno una forte valenza sociale, come l’Ausilioteca, la Palestra di San Caterina che, insieme ad altri cantieri in stato di avanzamento, come l’ex 208 o la riqualificazione del cantiere San Giovannello, ambiti urbani emancipati da decenni di degrado    che potevano essere già fruibili; andremo a visitarli tutti, monitoreremo lo stato dell’arte del territorio.Siamo e saremo qui, come militanti ideali che non mollano perchè, come le torri del Castello, bisogna rappresentare un monito costruttivo  a difesa di Reggio, una Città che non può sentirsi appagata di un Governo municipale  che, dopo oltre tre mesi dall’insediamento, ancora nulla dice e nulla fa in concreto per restituire la giusta dimensione di Città strategica in Calabria e nel Mediterraneo. Reggio, infatti, non può essere relegata ad angolo geografico di approdo per migliaia di clandestini in fuga dal nord africa con il rischio di accogliere schegge impazzite di un conflitto guerrafondaio, semmai deve rappresentare l’ area di decantazione per un possibile piano di sviluppo economico e sociale Europeo nel Mediterraneo; dunque una Comunità, la nostra, che non diventi una figlia povera e dimenticata  perché  depredata su scala regionale e non considerata nel panorama nazionale, attivando cosi vecchie logiche della sinistra al governo che storicamente hanno penalizzato Reggio. Questa deve apparire, come per anni abbiamo dimostrato possa essere, la terra di una Comunità generosa, laboriosa , capace di rappresentare tra le Città d’Italia un punto di riferimento qualificato; la Destra per questo si è distinta , per aver lottato sempre e prima di tutto a favore della Città, senza mai asservirla o utilizzarla per scopi di parte o faide politiche. Altri lo hanno fatto, e oggi  pensano di dare seguito ai proclami elettorali utilizzando le nostre progettualità; ben venga anche questo percorso che completa il decennale lavoro, ma si sappia accompagnare ad una seria programmazione che stabilisca priorità e possibili prospettive, che sappia conservare e valorizzare le risorse, i progetti, i finanziamenti per centinaia di milioni euro  impegnati dal Centro Destra  negli anni,  conquiste queste  senza colore di parte, ma che sono l’unica vera realtà su cui lavorare, il resto è sofismo ed ipocrisia, mali su cui  il buon Tommaso Campanella fu messo al rogo.Oggi  nell’ inaugurazione del Castello aragonese rinnoviamo l’impegno del Centro destra militante e di tutti coloro che vogliono impegnarsi, senza menzogne e strumentalizzazioni,  per la difesa ed il riscatto della Città.