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REGGIO. Il 24 Febbraio all'Anassilaos manifestazione in omaggio a Mario del Monaco

REGGIO. Il 24 Febbraio all'Anassilaos manifestazione in omaggio a Mario del Monaco
Il Centenario della nascita del grande tenore Mario del Monaco sarà al centro di un incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos che si terrà martedì 24 febbraio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso. Con tale manifestazione il sodalizio reggino vuole rendere omaggio ad uno dei più importanti cantanti lirici italiani di ogni epoca, considerato da molti critici il più grande tenore di ogni tempo. Una occasione che consentirà al relatore Biagio D’Agostino, responsabile di Anassilaos, di rievocare la figura del tenore fiorentino di origini napoletane, ripercorrendo la vita straordinaria dell’artista e dell’uomo dagli inizi della sua carriera negli anni ’40, fino agli anni della consacrazione mondiale. Del Monaco, forse come riuscì soltanto a Renata Tebaldi o a Maria Callas, conseguendo quasi un unanime giudizio da parte di pubblico e critica, fu considerato un cantante di valore assoluto, capace di eccellere in tutti i ruoli interpretati, tra i quali l’Otello di Giuseppe Verdi che nell’immaginario collettivo è sempre stato legato all’interpretazione del cantante al punto che qualunque altro artista, che da Del Monaco in poi, si è cimentato nel difficile ruolo del Moro di Venezia, direttamente o indirettamente, ha dovuto subire l’imbarazzante confronto. Nato a Firenze il 27 luglio del 1915, dopo una dura gavetta esordisce il 10 marzo 1940 con una compagnia di giro in Cavalleria rusticana di Mascagni al teatro di Cagli. Ottenuta un'audizione da Fausto De Tura, impresario del teatro Puccini di Milano, fu scritturato perMadama Butterfly di Puccini; il suo debutto nel ruolo di Pinkerton, avvenuto il 29 dicembre 1940, in piena guerra, fu un successo grandissimo e l’inizio di una carriera sfolgorante. Da allora si dedicò completamente al canto, senza riserve e per tutta la vita ed il pubblico, “il giudice supremo” come venne definito dal grande Giuseppe Verdi a dispetto di tutti i critici, lo ricambiò sempre con amore ed entusiasmo in Italia, in Europa, nelle Americhe, in Oriente dove ottenne trionfi mai più ripetuti da nessun altro. Per molti studiosi con Mario del Monaco , si è chiusa l’irripetibile stagione dei grandi interpreti italiani quali Enrico Caruso o Beniamino Gigli, ambasciatori in tutto il mondo della grande tradizione operistica italiana del bel canto