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Quote rosa, la Cisl chiede il rispetto delle regole

Quote rosa, la Cisl chiede il rispetto delle regole
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E’ trascorso poco meno di un mese dall’introduzione, nella Carta Costituzionale della Regione Calabria, di una quota di genere, non inferiore al 30%, nella formazione della Giunta Regionale, eppure la realtà in Calabria continua ad essere un passo indietro all’evoluzione del Paese e persino incurante della legislazione vigente.
Nei fatti diverse giunte comunali e provinciali , nonostante la recente sentenza del TAR Calabria, sottolineata dal Presidente Schillaci anche durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario , che ha annullato i provvedimenti di nomina degli esecutivi di quattro Comuni calabresi, continuano a disattendere le precise prescrizioni della cosiddetta “Legge Delrio”. Quest’ultima prescrive che, nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al 40%. Riteniamo che l’introduzione di quote di genere all’interno delle Istituzioni rappresenti una necessità “storica” poiché la normazione giuridica ha il compito di spianare la strada a una cultura che ci auguriamo possa presto diventare sempre più diffusa ed effettiva, in vista di una democrazia compiutamente paritaria. Allo stesso modo, lo ricordiamo, il 12 agosto 2011, con l’entrata in vigore della legge 120/2011, è stata stabilita una importante novità nell’ambito del diritto societario italiano: l’introduzione negli organi sociali delle società quotate di una quota di genere pari ad almeno un quinto dei propri membri.
In virtù del completamento dei percorsi di parità di genere avviati nel nostro Paese ci auguriamo che la legislazione sia prontamente rispettata e si possa provvedere a colmare il vuoto istituzionale importante per il compimento della parità di genere.