Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. C'era una volta la Sogas

REGGIO. C'era una volta la Sogas
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“Non è più la Sogas di una volta…” così si esprimeva qualche anno addietro il Presidente della SOGAS Porcino.
Voleva dire che non sarebbero più venuti fuori decreti ingiuntivi e debiti delle passate gestioni come quelli che avevano messo in difficoltà la società.
Voleva dire che la SOGAS, per merito suo, si avviava verso un periodo di tranquillità e di stabilità.
Anzi si sarebbero fatti pagare i debitori morosi che dovevano bei quattrini alla SOGAS e tutto sarebbe andato per il meglio.
Sembrava un bel sogno e qualcuno ci ha creduto, ma oggi la dura, triste realtà ha cancellato quel bellissimo sogno.
A distanza di anni continuano a venir fuori debiti di cui non si sapeva nulla ed i debitori della SOGAS non solo non hanno intenzione di pagare, ma si scopre che hanno buoni motivi per non farlo.
L'esempio migliore è quello del decreto ingiuntivo rivolto alla Provincia Regionale di Messina per il ripiano perdite 2013, per il quale è stata fatta opposizione, cosicché i soldi dall'altra parte dello Stretto non arriveranno, almeno per il momento.
Qualche dipendente, poi, ha scoperto che la Società non può permettersi di non pagare impunemente i dipendenti e si è rivolto al Giudice del Lavoro per ottenere quello che gli spetta almeno per quanto riguarda il premio di produttività.
Ma il paradosso è che le richieste legittime di chi deve avere soldi dalla SOGAS probabilmente provocheranno il fallimento dell'azienda, per cui ci ritroviamo oggi noi lavoratori a dover mandar giù l’amaro boccone del possibile, imminente fallimento della Società che significherà per noi la perdita del posto di lavoro.
Chiusura, peraltro, annunciata dall’ineffabile Commissione di verifica del Consiglio Provinciale che pensa al fallimento come ad una possibile soluzione per i debiti che sovrastano l’Azienda. Senza rendersi conto che il fallimento significa la totale vendita di tutti i beni della Società per pagare i creditori e, se e quando ci saranno nuove risorse, si dovrà rimettere tutto in piedi da zero. Di quello che esiste oggi non rimarrà forse nemmeno il venti per cento e, per quel che ci riguarda, è un’ipotesi seppur reale ma sempre da scongiurare.
Per tutto questo sfascio bisogna ringraziare la strategia del management che ha mirato solo ed esclusivamente sui risparmi, in particolare sul personale e non è riuscita a produrre nessun incremento sui ricavi.
A proposito di stipendi, era l’11 febbraio scorso quando il Presidente della Provincia Raffa, vero ed unico responsabile di questo fallimento per non aver destituito Porcino, comunicava all’opinione pubblica di aver provveduto al saldo di quasi 1 milione e mezzo di euro, “certo che il Consiglio di amministrazione della Sogas utilizzerà queste risorse per soddisfare le legittime aspettative dei dipendenti e delle loro famiglie che da troppo tempo convivono con sacrifici e rinunce”.
Di quella somma oggi nelle tasche dei lavoratori non è arrivato nemmeno un euro, diversamente da quanto riportato stamattina da qualche organo di stampa. Anzi, sembrerebbe che il milione e mezzo sarà destinato ad altri pagamenti, gli ultimi pignoramenti arrivati ed i contributi all’INPS.
Insomma qualche tempo addietro Porcino annunciava a mezzo stampa che “La ripresa è vicina. Parola di Carlo Alberto Porcino”.