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Epatite C, parlamentari M5S scrivono ad Oliverio:"La Calabria si adoperi per somministrazione farmaco Sovaldi"

Epatite C, parlamentari M5S scrivono ad Oliverio:"La Calabria si adoperi per somministrazione farmaco Sovaldi"
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I parlamentari M5S Paolo Parentela, Dalila Nesci e Federica Dieni hanno scritto al Governatore della Calabria Mario Oliverio ed al Dirigente regionale del Dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie Dr. Bruno Zito esortandoli ad assumere tutte le iniziative affinché, con la massima urgenza, anche in Calabria si permetta l'avvio della somministrazione del Sovaldi, farmaco capace di eradicare il virus dell'Epatite C in sole 12 settimane di somministrazione e recentemente inserito dall'Aifa nel prontuario dei farmaci. «Soltanto Calabria, Sicilia, Molise e Campania – commentano i Cinque Stelle – non hanno attivato il programma di dispensazione del farmaco, né avrebbero ancora individuato i centri utilizzatori del medicinale. Questo rischia di generare tensione tra i pazienti, nonché una odiosa disparità di trattamento, violando i supremi principi costituzionali di tutela della salute e di uguaglianza. Anche perché il farmaco costerebbe, al cittadino che decidesse di acquistarlo di tasca propria, ben 70mila euro». Parentela, Nesci e Dieni aggiungono: «La Calabria è la regione d'Italia con il più alto tasso di positività al virus dell'epatite C, per questo motivo c'è bisogno che il governatore Oliverio accolga celermente il nostro invito a far si che anche la nostra regione attivi urgentemente il programma di dispensazione del farmaco e individui i centri utilizzatori del medicinale». I parlamentari M5S hanno provveduto a depositare anche un'interrogazione parlamentare al Ministro Beatrice Lorenzin per chiedere «se non ritenga opportuno assumere tutte le iniziative affinché, con la massima urgenza, si permetta l'avvio della somministrazione del nuovo farmaco antivirale per l’epatite C in tutte le Regioni italiane».

«Il ministero – concludono i Cinque Stelle - deve verificare se effettivamente il farmaco in commercio possa essere venduto ad un costo inferiore, così da costare molto meno al sistema sanitario italiano».

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