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REGGIO. Bova (Decentramento) su Città Metropolitana: "cogliere le esigenze di tutta l'area di riferimento"

REGGIO. Bova (Decentramento) su Città Metropolitana: "cogliere le esigenze di tutta l'area di riferimento"

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«Sulla CittàMetropolitana dobbiamo arginare il gioco a ribasso. Se davvero vogliamo puntare forte su questa, forse ultima, opportunitàriservata alla nostra terra, allora dobbiamo mettere da parte interessi particolari e logiche da crocicchio. È comprensibile la voglia di protagonismo dei territori e per questo non bisogna stigmatizzare in modo negativo le varie “voci”, ma glissandone la vena polemica, bisogna cogliere le esigenze e le istanze volte al reale coinvolgimento dell’intera area di riferimento». Rompe il silenzio istituzionale, Filippo Bova, Presidente della Commissione Comunale “Decentramento”; «da quando ci siamo insediati - prosegue - la nostra Commissione sta lavorando a capofitto sulla CittàMetropolitana, ovviamente nel novero delle nostre competenze specifiche. Credo sia necessario sottolineare come solo la Consulta Metropolitana potràsottoscrivere lo Statuto che comunque andràa referendum popolare ». «Ciòche mi preme dire - sottolinea Bova - ècome la partecipazione deve essere piena non soltanto rispetto a fattori statutari, ma soprattutto negli intendimenti del piano strategico di sviluppo. E questo deve partire dal coinvolgimento reale di tutti i consiglieri delle Amministrazioni Locali, delle associazioni di categorie, dell’Università, del mondo della Cultura e della Ricerca. C’èbisogno della Reggio migliore, da Rosarno a Locri, che con lungimiranza civica guardi al bene dei territori ».Un lavoro che sta maturando in seno al Consiglio Comunale. «Il collega Demetrio Martino ha proposto di cambiare denominazione alla Commissione che presiedo. Io accolgo favorevolmente questo intendimento e rilancio una discussione analitica rispetto allo statuto ed ai metodi con tutti gli altri consiglieri e le commissioni preposte. In primis noi, come Comune capoluogo, dobbiamo essere da esempio a tutti i nostri colleghi impegnati nella “battaglia”amministrativa nella provincia piùcommissariata di Italia; non dobbiamo ragionare da despoti depositari della Verità, ma ascoltare. Questo èil verbo chiave ». Durante i lavori di Commissione si ètrattato il tema delle ex circoscrizioni comunali. «Per quanto puòsembrare anacronistico - stigmatizza Bova - le “vecchie”circoscrizioni erano, ed in alcuni casi, restano dei servizi di prossimitàamministrativa per tutti i cittadini. Abbiamo analizzato il tema con il Dirigente al ramo, la dottoressa Loredana Pace, la quale ci ha illustrato tutte le “difficoltà”odierne tra la necessitàdi innovazione tecnologica e turn over del personale, per larghi tratti vicino alla pensione. In questo senso si potrebbero creare delle vere e proprie occasioni di lavoro in logica metropolitana e per i precettori di mobilità». A proposito di metodologie, Bova di concerto con l’UniversitàMediterranea ha introdotto metodo del Labor Est.
«Dobbiamo darci degli obiettivi di garanzia - spiega - per tutte le realtàterritoriali: pensiamo a 3 distretti, articolati in 14 circondari; ma non èuna mera suddivisione spaziale dell’area o quantitativa per numero di abitanti, vogliamo tenere conto di quelli che sono gli ambiti territoriali ottimali, i distretti socio-sanitari, i circondari giudiziari, i sistemi locali del lavoro, il programma del riordino territoriale, il quadro unitario della progettazione integrata e le circoscrizioni elettorali provinciali ed ex circoscrizionali del Comune di Reggio Calabria. Èun lavoro di rappresentanza piena del sistema di relazioni esistenti, delle dinamiche sociali ed economiche, delle identitàculturali». «In questo senso - afferma il Presidente della Commissione - va sottolineata con onestàintellettuale la “buona volontà”dell’Amministrazione Provinciale e del suo presidente, Giuseppe Raffa, in un periodo di vacatio istituzionale, che ha provato a porsi in posizione di ascolto rispetto al territorio ».«Di certo - chiosa Filippo Bova - adesso non bisogna solo affidarsi alle “intenzioni”, ma dobbiamo avere l’orecchio teso per tutte quelle organizzazioni che possano fungere da tramite col cittadino. Ci riferiamo alle associazioni, ai sindacati, alle confederazioni di categoria: a tutto quel mondo produttivo che deve essere coinvolto in fase di preparazione del Piano Strategico Integrato di sviluppo della CittàMetropolitana. Con essi tutto il mondo della Cultura, della Formazione e del Terzo Settore reggino: insieme dobbiamo fissare i paletti in merito a vivibilità, mobilitàe assistenza. Nessuno ha la soluzione pronta, tutti peròpossiamo dare voce alle domande ed alle risposte della gente».