Direttore: Aldo Varano    

CASSANO. Don Savino nuovo vescovo: imparerò col vostro aiuto

CASSANO. Don Savino nuovo vescovo: imparerò col vostro aiuto

 

"Imparero' ad essere vescovo con l'aiuto di tutti! Abbiate pazienza con me". Lo ha detto il Vescovo eletto di Cassano allo Jonio, don Francesco Savino, nel suo messaggio alla diocesi. "So di trovare una Chiesa viva e bella. Mi inseriro' con grande rispetto nel cammino dei vescovi che mi hanno preceduto e del carissimo Mons. Don Nunzio Galantino, a cui assicuro la mia preghiera per il suo servizio come Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Conosco qualcosa della vostra terra tanto ricca di tradizioni culturali molto antiche ed anche di realta' multiformi civili e religiose. La terra in cui sono stato parroco da oltre trent'anni, Bitonto, ha tanti aspetti che l'accomunano con la Regione Calabra. Dovro' distaccarmi dolorosamente dalla Comunita' della Parrocchia-Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano, non tanto per le varie opere-segno realizzate ma soprattutto per i tanti laici, uomini e donne, con cui ho vissuto, nella compagnia dei piu' poveri e degli ultimi, una esperienza di Chiesa in uscita". Poi il vescovo eletto ha rivolto un "pensiero grato a Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci, pastore della Chiesa di Bari-Bitonto, che mi ha dato sempre fiducia e mi ha sostenuto". "Vi chiedo, cari fratelli e sorelle della Diocesi di Cassano all'Jonio - ha poi continuato 'don Ciccio' (cosi' si e' firmato il vescovo eletto di Cassano, ndr) - di impegnarvi con me in un percorso di formazione del cuore per superare ogni forma di idolatria che ci porta lontano da Gesu', che e' via, verita' e vita. Desidero rivolgere il mio pensiero deferente a tutti i Vescovi della Calabria che saluto nella persona del Presidente Sua Eccellenza Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita, al Vicario generale Mons. Francesco Di Chiara, a tutti i responsabili della Comunita' civile e alle Autorita' militari. Ai fratelli e alle sorelle che appartengono ad altre fedi, ai non cristiani e ai non credenti esprimo il desiderio di vivere la convivialita' delle differenze. Spezzeremo il pane quotidiano non soltanto sulla mensa eucaristica ma anche nelle realta' piu' deboli della Diocesi, sostando con chi e' affaticato o con chi si e' fermato perche' sfiduciato. In particolare la mia attenzione sara' rivolta ai giovani, ai carcerati e a tutti i sofferenti. Vi custodisco tutti nel mio cuore sin d'ora".