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CALABRIA. Parentela (M5s): "il Governo eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli (CS)"

CALABRIA. Parentela (M5s): "il Governo eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli (CS)"

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«I Ministri dell'ambiente e  delle politiche Agricole, intervengano per far rispettare la sentenza del Consiglio di Stato ed impediscano l’apertura della discarica a Scala Coeli (Cosenza)». Lo afferma il deputato M5S Paolo Parentela, dopo aver presentato un’interrogazione parlamentare (l'ennesima sulla vicenda dal parte dei 5 stelle) allo scopo di coinvolgere il Governo per scongiurare la ormai prossima messa in opera di una discarica per rifiuti speciali. «È   inspiegabile come la Regione Calabria – aggiunge Parentela -  senza averne la competenza, abbia declassato un territorio in cui si produce un olio extravergine con marchio DOP, consentendo l’apertura di una discarica che potrebbe minare la salubrità di luoghi in cui la produzione agricola è per molti l'unica fonte di sostentamento economico e sviluppo per il territorio. Molto più importante e salutare di quello che potrebbe garantire la presenza di una discarica». Il parlamentare calabrese del M5S continua: «Il Dipartimento ambiente della Regione Calabria ha declassato, senza averne l’autorità, i terreni coperti dal marchio DOP Bruzio a terreni comuni, creando una zona franca non DOP in un Comune che ricade interamente in tale tipologia, andando peraltro contro alle norme nazionali e comunitarie, nonché alla sentenza del Consiglio di Stato del 10 agosto 2012. Per questo motivo ho chiesto al Governo intervenire al più presto per ostacolare nuove future iniziative degli uffici regionali illegittime sul piano normativo, dannose per le colture biologiche locali e colpevoli del depauperamento delle finanze della Regione e quindi dei cittadini». 
«Il Governo – conclude Parentela - deve assicurare il rispetto delle procedure indicate dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di ubicazione delle discariche anche al fine di garantire la tutela delle produzioni agricole biologiche della zona e delle relative denominazioni di origine protetta. Si adoperi, dunque, per inibire l’apertura della discarica ed a ripristinare lo stato dei luoghi, come peraltro indicato espressamente dalla sentenza 1065/2014 del Consiglio di Stato».