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REGGIO. Candeloro Imbalzano (Ncd) su Ansaldo Breda

REGGIO. Candeloro Imbalzano (Ncd) su Ansaldo Breda
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“Le forti preoccupazioni manifestate ancora una volta in queste ore sia dalle maestranze che dalle rappresentanze sindacali delle OMECA per un futuro dello stabilimento reggino tutto da decifrare, dopo l’accordo annunciato con il colosso giapponese “HITACHI”, devono indurre sia la Regione che la rappresentanza parlamentare calabrese a forti iniziative nelle rispettive sedi istituzionali”.
E’ quanto afferma il vicecoordinatore provinciale NCD Candeloro Imbalzano che da presidente della Commissione “Bilancio, Attività Produttive e Fondi Comunitari” chiese ed ottenne il 17.09.2013 - in una fase assai delicata per Ansaldo - l’audizione in Consiglio Regionale, per conto di Finmeccanica, di uno dei massimi Top Manager del Gruppo.
“ Nessuno può realisticamente illudersi che possa essere messo in discussione il complesso accordo che -non va dimenticato- solo alcuni mesi orsono, l’attuale Governo, con una nota stampa congiunta dei Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico Pier Carlo Padoan e Federica Guidi, aveva avallato il piano strategico approvato dal Consiglio di Amministrazione della stessa Finmeccanica, il quale già prevedeva la concentrazione dell’attività industriale solo nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza.
Ma qualcuno deve ancora spiegare come possa, un Paese avanzato come l’Italia, a differenza di altre nazioni come la Francia, la Germania, il Canada, gli Stati Uniti e il Giappone, disfarsi di un settore strategico come quello dei trasporti, peraltro sul piano tecnologico con pochi eguali nel mondo, che ha registrato in questi ultimi anni un netto miglioramento sugli equilibri economico – gestionali”, aggiunge l’esponente NCD.
“Sostenere - come in questi anni fatto dal Top Management- che i problemi di Finmeccanica si generassero dalle perdite di Ansaldo Breda, provocando un decremento di valore dei tre stabilimenti che, a partire di quello di Reggio, hanno raggiunto livelli che tutti ci invidiano e che nell’accordo appena concluso sono stati “valutati” appena 36 milioni di euro, ha ingenerato il forte sospetto che si sono lasciate mani libere ai giapponesi per una ristrutturazione dagli esiti assolutamente incerti nel medio – lungo termine”, continua Candeloro Imbalzano.
“Non basta più e soltanto rivendicare per le OMECA, per Pistoia e Napoli almeno il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, se già sono stati annunciati consistenti esuberi, che non si capisce, peraltro, su quale sito andranno ad abbattersi. Occorre, al contrario e subito, far richiedere, da tutta la rappresentanza parlamentare calabrese, una azione sinergica e comune per “imporre” un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico e per sottoporre con forza l’esigenza del “Sistema Paese” di mantenere almeno il 51% di Ansaldo Breda. Questa è l’unica strada, dopo le recenti assicurazioni nel corso delle visite di fine novembre a Torre Lupo, per garantire il futuro di tutte le maestranze oggi occupate, senza rinunciare ad comparto così importante”, aggiunge ancora Imbalzano.
“Nessuno può pensare di affidare il destino di 2800 famiglie, a partire dalle 600 del nostro Comprensorio, ad una operazione oggi tutta da decifrare e che affida il suo futuro in questa fase soltanto alle attuali commesse, mentre noi riteniamo che da Torre Lupo, considerate le univoche prospettive del settore a livello mondiale, può anche ripartire la ripresa economica della nostra città”, conclude Candeloro Imbalzano.


CANDELORO IMBALZANO
Vicecoordinatore Provinciale NCD