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REGGIO. Arconte (LMPT) su ‘Standard Europei per l’Educazione Sessuale’

REGGIO. Arconte (LMPT) su ‘Standard Europei per l’Educazione Sessuale’
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Non tutto ciò che brilla è oro né tutto ciò che è marchiato Unione Europea è garanzia di qualità. In questi giorni si leggono molte dichiarazioni in cui monta la polemica e lo sdegno nei confronti del Consiglio comunale di Reggio Calabria reo di aver approvato una mozione che rifiuta gli ‘Standard Europei per l’Educazione Sessuale’, un documento stilato dall’ufficio regionale Europa dell’OMS e recepito dall’UE attraverso la relazione Estrela. Non una direttiva comunitaria dunque, né una normativa, ma un semplice documento in cui si tracciano delle linee guida per l’educazione sessuale proposte senza alcun vincolo ai Ministeri della Salute degli Stati europei. Ma che importa, se ce lo chiede l’Europa sarà sicuramente roba buona, anche se l’Europa ci chiede di mandare i nostri figli all’asilo per masturbarsi. Si perché i contenuti di questo documento sono totalmente incentrati su una iper-sessualizzazione dei minori sin dalla più tenera età, tanto da raccomandare di trasmettere informazioni sulla masturbazione ai bambini dai 0 ai 4 anni. Basta fare una ricerca su internet per appurare la verità di quanto qui affermato. C’è da chiedersi se davvero un genitore permetterebbe ad un insegnante di toccare il proprio bambino e non per pulirgli il culetto ma per eccitarlo sessualmente e fargli comprendere quali piaceri può dargli il proprio corpo. Ma dubito che queste teorie “educative” possano riscuotere grande successo, anche fra i neo-europeisti che in questi giorni si stanno sbracciando per additare come vergognosa e retrograda la corale delibera del Consiglio comunale reggino, così come dubito che gli stessi conoscano davvero il contenuto di questo documento. Non si pensi però che tali teorie non trovino già il consenso e l’applicazione negli asili italiani. È notizia di questi giorni, infatti, che ben 45 asili di Trieste praticano il “gioco del rispetto” in cui i bambini devono scoprirsi toccandosi reciprocamente i genitali. È questo è solo l’ultimo dei tanti casi che sempre più frequentemente vengono allo scoperto grazie alle denunce di genitori sdegnati.
Non entro nel merito scientifico di certe teorie che avranno anche la loro validità nonostante cozzino con gli studi di altre valide correnti psico-pedagogiche, ma delle opinioni e delle perplessità in merito posso sicuramente farle. Intanto, checché ne dica l’Europa, l’educazione dei figli è di dominio esclusivo delle famiglie, così come sancito sia dalla Costituzione italiana (art. 30) che dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (art. 26). Imporre qualsiasi teoria o metodo educativo è una grave violazione del sacrosanto diritto alla libertà educativa delle famiglie. Ma scendendo nello specifico di quanto proposto dall’OMS negli ‘Standard Europei per l’Educazione Sessuale’, mi sembra folle credere nella necessità di far conoscere il sesso a dei bambini i quali certamente preferiscono giochi più candidi e spensierati, come già la nostra esperienza ci suggerisce. Tra l’altro, una società che fortunatamente ancora si indigna alla pedofilia, come può poi avallare certi metodi come educativi? Sessualizzare il bambino precocemente sembra essere più una perversa volontà degli adulti che di fatto così violentano la psiche ingenua e fragile del bambino. Ma non solo. I sostenitori di questi metodi educativi sono convinti che così un bambino sin dalla tenera età imparerà il rispetto per se stesso e per il prossimo. Anche qui mi sembra tutto una grande sciocchezza, soprattutto se considero che in una società come la nostra, già fortemente sessualizzata, gli episodi di violenza, soprattutto nei confronti delle donne, sono in crescita e sempre più frequenti in fasce d’età giovanissime. Installare la convinzione sin da bambini che il corpo non sia altro che un oggetto del piacere, non produrrà invece un escalation di violenza sessuale? Ed ancora, una teoria estremamente individualista come questa, di fatto non annulla totalmente la figura ed il ruolo del genitore? Infine, davvero la masturbazione infantile è da considerarsi una conquista del progresso e della civiltà?
Consapevolmente o inconsapevolmente, tutte queste perplessità sono state in questi giorni tacciate di bigottismo. In realtà determinate questioni, troppo spesso disconosciute, banalizzate ed argomentate attraverso vuoti slogan ideologici, meritano approfondimenti più ampi in un clima di serenità e vera tolleranza. Noi abbiamo una responsabilità verso il futuro e questa responsabilità non si esercita usando i bambini per esperimenti sociali, ma consiste nel proteggerli, anche perché a me sembra di ricordare che era nel medioevo che i bambini venivano usati come cavie.

Giorgio Arconte – rappresentante circolo reggino LMPT Italia

La Manif Pour Tous Italia
“La Manif Pour Tous” è movimento apartitico ed aconfessionale che nasce per ribadire l’unicità della famiglia fondata sull’unione tra un uomo ed una donna, riconosciuta con il matrimonio, ed il diritto di ogni bambino di avere un padre ed una madre. I benefici sociali dati dalla loro tutela e promozione sono per tutti e non ledono la dignità personale di nessuno.