Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Collettiva AutonoMia: "si ridiscuta la mozione Ripepi"

REGGIO. Collettiva AutonoMia: "si ridiscuta la mozione Ripepi"
 

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Che Ripepi abbia presentato quella mozione omotransfobica e confessionale, tra le altre cose un penoso copia-incolla di quella approvata dalle regioni leghiste Veneto e Lombardia, ce lo si poteva aspettare. In fondo è stato coerente. La cosa che ci indigna profondamente invece è la maggioranza bulgara con cui è stata approvata in un Consiglio Comunale che si definisce quello del cambiamento, Sindaco in testa! Per riassumere, nella mozione “incriminata” si chiede: di individuare una data per la celebrazione della  festa della famiglia “naturale”, ci si assume la responsabilità di tutela e promozione di essa, condannando DI FATTO  le unioni gay e ogni tentativo di educare le nuove generazioni  ad una sessualità consapevole e alle differenze di genere. Adesso viene il bello però, dopo le polemiche scoppiate in città e non solo, il sindaco Giuseppe Falcomatà fa delle dichiarazioni in cui ritiene CONCILIABILE la famiglia “naturale” e il registro delle unioni civili asserendo che “la mozione approvata non è pregiudiziale per  il percorso introdotto dalle linee programmatiche di una Reggio inclusiva e non omofoba”. Il dubbio sorge spontaneo: ma sanno di cosa parlano e quello che votano?Questa è una mozione che di fatto si oppone all’OMS, alla nostra stessa Costituzione, si basa su concetti come famiglia “naturale” e  “teoria del gender” che NON  esistono e viene approvata nel momento in cui l’UNAR sceglie Reggio come capitale antirazzista per celebrare la settimana contro le discriminazioni. Ci pare non si debba aggiungere altro. Il grottesco si raggiunge poi con il plauso di Falcomatà per la presentazione della proposta in cui il Comune si impegna a costituirsi parte civile nei processi contro le discriminazioni, bene! Ci chiediamo però: se dovessimo denunciare Ripepi e il Consiglio tutto per questa mozione, che riteniamo offensiva e discriminatoria, il Comune si costituirebbe contro se stesso? Preoccupanti le sue ulteriori puntualizzazioni in cui si definisce una “leggerezza” questa approvazione e si comunica via stampa i chiarimenti “privati” con i soggetti definiti “interessati”e offesi: i diritti appartengono a tutte e tutti ed è alla cittadinanza intera che il Sindaco deve dar conto e chiedere scusa! Vorremmo ricordare a Giuseppe Falcomatà le promesse fatte il 25 novembre alla Collettiva AutonoMIA in occasione di un evento pubblico rispetto all’educazione sessuale, sentimentale e alle differenze di genere nelle scuola come mezzo fondamentale per la prevenzione della violenza. L’mpegno preso e da lui definito prioritario per l’amministrazione. Ci chiediamo: come si concilia con la mozione Ripepi in cui si specifica che la “famiglia naturale” deve essere promossa nelle scuole e che ci si debba opporre invece al documento standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto dall’Ufficio europeo dell’OMS? Il punto principale per noi comunque rimane uno: da che parte vuole stare il Sindaco e l’amministrazione reggina? Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro su temi altrettanto importanti? Altrettanta “leggerezza” ? Corriamo il rischio che si approvi tutto e il suo contrario come questa volta? Il tenere “due piedi in una scarpa”, perché di questo si tratta, non è accettabile! Che la linea politica sia chiara e le scelte precise per non far sprofondare Reggio Calabria in una situazione “medievale” e oscurantista, al di sotto dello standard minimo di civiltà e rispetto dei diritti di tutte e tutti. Si ritorni finalmente a fare politica e si smetta di ricercare solo consensi! Chiediamo dunque a Giuseppe Falcomatà, in virtù dei “bei discorsi” e delle promesse fatte, che la mozione Ripepi, che di fatto rafforza una tendenza istituzionale omotransfobica aumentando la disparità sociale e annullando gli strumenti principali per un reale cambiamento culturale delle nuove generazioni, venga immediatamente rimessa in discussione e venga al più presto proposto un piano concreto per l’educazione sessuale, sentimentale e alle differenze di genere nelle scuole al fine di abbattere quei muri che sono l’origine di violenza e discriminazione. 

Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria