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CROTONE. "Jobs act", Confartigianato: "utilizzare al meglio le risorse comunitarie"

CROTONE. "Jobs act", Confartigianato: "utilizzare al meglio le risorse comunitarie"
 

ReP

Il 18 marzo 2015, presso la sede provinciale di Confartigianato Crotone, si è tenuto un seminario informativo sul tema del giorno, “Jobs Act”, la nuova riforma del lavoro organizzato dalle strutture associative di CZ e KR.Ad intervenire sull’argomento la Commercialista Rag. Silvana Buscema, il Presidente dell’Associazione Provinciale di Crotone, Carmine Corigliano,  e il Segretario di Catanzaro, Raffaele Mostaccioli. Un Seminario partecipato da artigiani associati e anche da professionisti considerato l’interesse che questa riforma suscita tra gli artigiani, i piccoli imprenditori e i tantissimi giovani disoccupati che da tantissimo tempo sperano in una occupazione. La Rag. Buscema, ha ben illustrato il nuovo scenario  che si prospetta per il lavoro e l’occupazione. Molte richieste ed interventi sono venuti dai partecipanti, per capire quali sono e saranno i reali e concreti vantaggi soprattutto nel nostro territorio che per alcuni versi già godeva di alcune facilitazioni ( l. 407/90) estese  infatti solo alle Regioni della convergenza. Purtroppo da una sintesi concreta, si evince che il Sud Italia,  con l’introduzione del Jobs Act, e l’eliminazione delle altre facilitazioni, riceverà forse più svantaggi che vantaggi in rapporto alla condizione precedente.Addirittura proprio per le agevolazioni precedenti, questa riforma pone anche  limitazioni ed esclusioni nei nostri martoriati territori che prima non avevamo.Mentre con la precedente misura, gli sgravi contributivi erano estesi anche alla parte assicurativa (INAIL), oggi saranno solo riferiti alla parte previdenziale a carico dell’azienda, per un tetto massimo a dipendente  di 8.060,00 annui per tre anni, il tutto a valere per gli assunti  fino alla data del 31/12/2015. E dopo? Inoltre, fatto assai grave è che sembrerebbe che chi   beneficerà  di tale agevolazione, anche in caso di chiusura anticipata del rapporto, non potrà più godere del beneficio con la stessa azienda restando  fuori dal  benefit, in quanto il bonus è concesso solo una volta. In sostanza chi ha perso il lavoro nella nostra regione, probabilmente è destinato a restare disoccupato a Vita.Forse, è il caso di dire che si stava meglio quando si stava peggio! In sintesi nel dibattito si è evidenziato che  queste misure, sono  tendenzialmente privilegianti per le regioni del Nord Italia, penalizzanti di fatto per le regioni del Mezzogiorno. Una politica che dovrebbe guardare al Mezzogiorno come territorio di sviluppo, con il Jobs ACT certamente non favorisce le nostre imprese, nessun imprenditore di altre regioni pensa più ad intraprendere da noi, forse potrebbe accadere il contrario dal momento che i pochi artigiani e PMI virtuosi del sud, allettati da contesti migliori quantomeno in termini di servizi, potrebbero addirittura pensare a dislocare al Nord..

 

Speriamo che Renzi e il suo Ministro Poletti prendano atto di queste condizioni e nei futuri decreti attuativi predispongano condizioni migliorative per le Regioni della convergenza. D’altra parte se la nostra Regione fa parte di questi contesti (CONVERGENZA) una ragione ci sarà? IL governo ha il dovere di pensare a condizioni diverse e situazioni facilitate  quantomeno per poter utilizzare al meglio anche quelle risorse comunitarie che potrebbero veramente essere la molla per la ripresa.

 

CONFARTIGIANATO CZ E KR