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CINQUEFRONDI (RC). La cultura va in scena con "Il Frantoio Disobliato"

CINQUEFRONDI (RC). La cultura va in scena con "Il Frantoio Disobliato"

Si è svolto domenica 22 marzo, presso il Frantoio delle Idee di Cinquefrondi, l'evento “Il Frantoio Disobliato: salotti d'Autore a cura di Disoblio Edizioni”. Nel corso dell'evento, intervallato da musica, mostre d'arte e rappresentazioni teatrali, hanno partecipato: Gianfranco Cordì, autore della silloge “Eccomi qua”, e Giuseppe Bagnato, autore del romanzo “Moira” (Disoblio Edizioni), Salvatore Bellantone (Editore), Alberto Conia (Il Frantoio delle Idee). Dopo i saluti iniziali di Alberto Conia, che ha sottolineato come Il Frantoio delle Idee sia uno spazio pensato appositamente per fare cultura, per incontrare l'arte in tutte le forme in cui si manifesta e per consentire alla gente di riflettere sui temi cruciali del nostro tempo, Salvatore Bellantone ha avviato i salotti d'Autore, conoscendo da vicino i libri di Gianfranco Cordì e Giuseppe Bagnato.Accompagnato da Carmelo e Tommaso Morabito, che hanno cantato chitarra e voce Pablo di Francesco De Gregori, L'internazionale di Franco Fortini e la canzone popolare Bella ciao, Gianfranco Cordì ha chiarito come la silloge “Eccomi qua” sia una critica del nostro tempo che incomincia con la messa a fuoco della sospensione della Rivoluzione del '68. Tale interruzione ha prodotto la società nella quale viviamo e il dominio del capitalismo, evento divenuto planetario con il crollo del Muro di Berlino, il disfacimento della Unione Sovietica e il conseguente crollo delle vecchie ideologie che ha causando una metamorfosi dei partiti e della politica. A dispetto di tali trasformazioni, però, è perdurata, anzi, si è amplificata la lotta di classe, generando appunto una nuova classe dominante e una nuova classe proletaria/inoccupata. Tale evidenza chiama in causa tutti quanti, intellettuali e non, stimolando al compito di pensare i problemi del nostro tempo alla luce della Rivoluzione mancata e in direzione di una nuova possibilità di esistenza diversa da quella capitalista. Ciò comporta anche un ripensamento della politica e dei partiti, capaci di incarnare le difficoltà della gente e di proporre soluzioni, valori, criteri diversi da quelli sinora applicati, la quale può cominciare soltanto dal basso, laddove emerge la disperazione e l'oppressione. Intervallato da Carmelo Morabito, che ha cantato il brano “Ciccio e Moira” ispirato al romanzo, e dalla messa in scena di una delle parti del romanzo ad opera di Tommaso Morabito, Anna Maria Bonetti e Paolo Pellegrino, Giuseppe Bagnato ha chiarito come il suo libro, “Moira”, sia la proposta di osservare da vicino e in maniera differente la Calabria, la storie della gente e il loro modo di pensare. Il libro si muove per contrasti, come per esempio quello tra natura/città, adulti/bambini, io/sé, ragione/follia, schiavitù/libertà, perché ha lo scopo di far capire al lettore la bellezza di quello che ha sacrificato e dimenticato per immergersi nella tristezza della vita che conduce attualmente. Ciò che maggiormente testimonia tale afflizione è nella formazione dei più giovani, costretti a vivere secondo i tempi, gli schemi e i preconcetti degli adulti e non più liberi di manifestare liberamente la propria innocenza, vitalità e gioia; nell'abbandono della terra, intesa soltanto come un luogo di produzione di beni di consumo e non più come un luogo dell'anima; nell'ancoraggio della vita al lavoro e ai consumi, che determina una perdita della propria identità, unicità e di un rapporto spirituale con gli altri e con le cose, smorzando a priori ogni possibilità della ricerca di sé. “Moira” invita a un ritorno alla natura e a se stessi, alla parte più innocente e fanciulla che ognuno ha dentro di sé, ma anche ad allargare gli orizzonti e a combattere l'ignoranza e la ristrettezza mentale che caratterizza, ancora, la nostra terra e il nostro tempo.Inaugurata infine la mostra pittorica di Raf Guerrisi, si è assistito al concerto rock dei Creedence, degustando prodotti tipici de luogo, e accendendo la Lanterna della Disoblio si è dato appuntamento al prossimo Frantoio Disobliato, nella speranza che la letteratura, l'arte, la musica possano davvero formare nuove coscienze e queste ultime possano veramente creare una società alternativa a quella attuale.