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ROSSANO (CS). Antoniotti sul servizio de "Le Iene": "hanno omesso la verità"

ROSSANO (CS). Antoniotti sul servizio de "Le Iene": "hanno omesso la verità"

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“In Calabria l’abusivismo è ovviamente una piaga da combattere e questo sindaco ovviamente ha fatto il suo mestiere”. Le parole del giornalista Giulio Golia, pronunciate nel corso di un parzialissimo servizio trasmesso da Le Iene, non lasciano interpretazione alcuna. Nell’iter di demolizione dell’immobile Caccuri abbiamo agito rispettando doverosamente le regole e ripristinando,di conseguenza, la legalità. Certo, dispiace che, con il solo intento di montare un caso televisivo e sociale, siano state omesse altre importanti verità, spiegate e rispiegate più volte, con carte alla mano, nel corso di cinque ore di interviste, e allo stesso tempo sia stato dato risalto a macroscopiche menzogne. Che non trovano alcun fondamento e che sono state smentite, anche attraverso i social-network, da quanti conoscono la verità. Ovviamente, cosciente di aver agito secondo legge, avvierò nelle prossime ore ogni azione utile a tutela dell’operato dell’Amministrazione e degli Uffici comunali competenti. Non si può dare credito ai bugiardi! questo, il commento del sindaco Giuseppe Antoniotti all’indomani della messa in onda del serivizio di apertura della puntata de Le Iene di ieri sera (giovedì 26 marzo), sull’emittente Mediaset - Italia 1, dal titolo “Da un giorno all’altro senza casa”, redatto da Giulio Golia e Luca Panichi. La faziosità del racconto – dichiara il Sindaco – potrebbe già stare nel titolo del servizio. Perché non si può asserire assolutamente che i due coniugi Caccuri, si siano ritrovati senza casa da un giorno all’altro. Non è la verità. Innanzitutto perché l’iter per la demolizione di quello stabile è stato avviato 13 anni addietro e tutti i contatti ufficiali dell’Ente sono stati intercorsi con i reali proprietari (anche se è improprio parlare di proprietari in quanto il manufatto insiste su suolo demaniale di proprietà dello Stato e proprio ciò rende l'immobile abusivo e ne preclude l'acquisto della proprietà sia a titolo originario che derivato)dell’immobile Tommaso Caccuri, in passato, e da ultimo con gli eredi dello stesso. Purtroppo ne è venuto fuori un servizio distorto che ha offeso l’intelligenza dei rossanesi, a favore di una storia artificiosamente inventata per caricare l’odio mediatico nei confronti di un’Amministrazione comunale che agisce da sempre nel solco della legalità. Le ingiurie e le contumelie apparse sui social della trasmissione, a commento del servizio, offendono una Città intera che può vantare il suo modello di buon Governo. Ma veniamo alle verità – prosegue il Primo cittadino - non riportate all’interno del servizio, ma comunque ribadite più volte, con documenti alla mano, alla troupe de Le Iene. L'immobile, costruito sul demanio marittimo, era abusivo e senza alcuna autorizzazione. Lo stesso immobile anni addietro è stato oggetto di richiesta di condono edilizio, puntualmente rigettato dagli uffici comunali perché privo di ogni requisito. Tant’è che ai possessori dello stabile è stato dato il tempo necessario, oltre un decennio, per esibire la documentazione comprovante la proprietà del terreno sul quale sorgeva l’edificio. Ma questi documenti non sono mai arrivati in municipio. Da qui l'ordinanza di demolizione, notificata per tempo ai titolari del manufatto, che non sono assolutamente gli anziani intervistati, sulla quale si dava un tempo prestabilito per abbattere l’immobile. Trascorso il quale, il Comune avrebbe provveduto d’ufficio, addebbitando i costi al privato. Così è stato. A proposito, poi, dei mobili all’interno dell’abitazione abusiva, che da quanto riportato nel servizio sembrerebbero svaniti nel nulla, tranquillizzo i cittadini e anche i signori Umberto e Maria. Tutti gli arredi sono stati trasportati, e c’è un verbale di consegna sottoscritto dalle parti che lo attesta, in alcuni locali indicati dalla stessa famiglia Caccuri. E per buona pace degli animalisti, al momento della demolizione non vi erano né cani e né gatti da mettere in salvo. Nell’eventulità lo avremmo fatto. Questi i fatti: chiari, espliciti e, soprattutto, alla luce del sole. Da Rossano – conclude Antoniotti - è partito un messaggio forte, che anche in Calabria la legalità può trovare dimora. A noi, uomini del fare e delle Istituzioni, interessa questo