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REGGIO. Le proposte di "Reggio Futura" per affrontare il tema della "cultura" in città

REGGIO. Le proposte di "Reggio Futura" per affrontare il tema della "cultura" in città
 

Una rappresentanza del gruppo di Reggio Futura, composta dal consigliere comunale Antonino Matalone, da Antonella Postorino, Maria Cristina Nucera, Lucia Mazzeo, Anna Serra ha tenuto questo pomeriggio una conferenza stampa per affrontare il tema della “cultura” in città.“Qualcuno disse che “con la cultura non si mangia” eppure il tema di EXPO 2015 racchiude sia il concetto di “cultura” sia quello di “alimentazione” – ha esordito Antonella Postorino - che se messe in rete possono puntare allo sviluppo del territorio in vista dell’evento mondiale che vedrà le regioni italiane protagoniste, per ben sei mesi, e beneficiarie di opportunità senza precedenti. Partendo dal concetto di “messa in rete del patrimonio storico culturale” il gruppo di dirigenti di Reggio Futura, dopo aver esaminato le linee guida di Expo 2015, hanno esposto i risultati del lavoro da loro svolto, sullo stato del patrimonio storico-culturale della città, che in prossimità dell’inaugurazione della manifestazione, si presenta totalmente abbandonato e privo di una programmazione che tenga conto dell’ipotetica messa a punto di un adeguato Distretto Culturale in grado di attrarre flussi di visitatori”.Vogliamo far notare che sul sito ufficiale di EXPO, alla voce Territorio, appare che le destinazioni proposte (probabilmente perché già organizzate) saranno nel cuore dell’Italia settentrionale, dalla Lombardia al Piemonte, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia fino al cuore delle città di Parma e Bologna, che si preparano ad accogliere e conquistare i visitatori di Expo Milano 2015, svelando al mondo il loro ricco patrimonio culturale, artistico e gastronomico. Ma le città già organizzate, non sono altro, così come si può accertare da un elenco facilmente reperibile su internet, che quelle firmatarie dei protocolli d’intesa (stilati tra il 2007 e il 2010) con il sindaco del Comune di Milano, elenco nel quale appare anche la città di Reggio Calabria, tra le poche città del sud beneficiarie di questo privilegio. Il protocollo fu firmato il 9 marzo 2009, dai sindaci, allora in carica, di Reggio e Milano, Giuseppe Scopelliti e Letizia Moratti, nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Sala dei Lampadari del Municipio reggino. Perché l’attuale Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, in carica da quasi 6 mesi (la stessa durata che avrà EXPO), non ha concordato con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia (del suo stesso schieramento politico) di dar seguito al protocollo? Sarebbe stata un’azione di continuità non politica bensì strategica che avrebbe potuto portare grandi benefici all’intera città di Reggio Calabria rilanciandone un’immagine positiva.La nostra analisi ci conduce a proporre la messa a punto di un distretto culturale finalizzato a mettere in rete il patrimonio culturale che individua i poli nel Palazzo Piacentini, Villa Zerbi, Pinacoteca, Castello Aragonese, Monastero della Visitazione, Teatro Cilea, Archivi e Biblioteche, attorno a questi poli si dislocano i percorsi turistici che metteranno a sistema non solo le emergenze archeologiche ma tutti beni materiali e immateriali, quelli demoetnoantropologici, le tipicità gastronomiche che necessariamente devono avere il marchio EXPO 2015. “Finalmente dopo molti, troppi anni, in questo mese di Aprile (si spera), il nostro amato Palazzo Piacentini riaprirà tutte le sale alla cittadinanza. Reggio riavrà il grande Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia, vanto ed orgoglio di una Regione intera – prosegue Maria Cristina Nucera - ci permettiamo di fare richiesta all’Amministrazione Comunale di due cose molto importanti, la prima che si attui un monitoraggio del cronoprogramma dei lavori (già avviato da alcuni esponenti Reggio Futura quando era in carica la dottoressa Simonetta Bonomi), affinché l'agognata e inderogabile riapertura si concretizzi, nei termini stabiliti, pertanto non solo di essere burocraticamente pronto in concomitanza dell’evento universale, ma soprattutto che sia un museo all'altezza dei tempi, capace di raccontare sapientemente la storia dei propri tesori e non li offra solo alla contemplazione, rischiando di banalizzare le rarità in esso contenute. La seconda richiesta, che preferirei definirla invito, è che vi sia continuità con quanto già avviato in passato dalla Governance di centro-destra per il rilancio culturale della città affinché nulla venga perso ma concretizzato perché   il "ritorno dei Bronzi" nella loro sede (incompleta) non era altro che il primo passo necessario per avviare l’esposizione al mondo intero le nostre eccellete. Mi sto riferendo al PROGETTO 99 IDEAS, un concorso internazionale promosso nel 2013 dal Ministro per la Coesione Territoriale di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività culturali, in collaborazione con le amministrazioni locali, finalizzato alla valorizzazione e allo sviluppo di alcune aree significative del nostro Paese. I siti prescelti erano stati Sulcis, Pompei e Reggio Calabria. Chiediamo inoltre la massima attenzione per Villa Zerbi una "perla architettonica" totalmente abbandonata a se stessa. E pensare che, dal 2004 al 2011, è stata location permanente di eventi di altissimo spessore culturale di fama internazionale. Noi tutte siamo qui pronte a collaborare, mettendo in campo le competenze necessarie per la realizzazione di un progetto permanente, che valorizzi l' identità culturale della nostra città e della nostra regione. Anna Serra, ha approfondito la sua analisi sulla Pianacoteca: “In prossimità dell’evento EXPO 2015 bisogna prendere atto che devono essere create velocemente le condizioni per riportare in questa città eventi culturali di eccellenza. In quest’ottica la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, ha un ruolo fondamentale e deve essere messa nelle condizioni di recuperare nella sua importante funzione culturale.  Tra l’altro questo sito è sconosciuto agli stessi reggini, non è pubblicizzato pur esponendo al suo interno capolavori che di valore inestimabile, come le due tavole di Antonello da Messina, la grande tela del Mattia Preti, tele del '600 e del '700. Vantiamo, inoltre, opere di prestigiosi pittori meridionali tra cui Giuseppe Benassai e Renato Guttuso, ma anche sculture di altrettanti autorevoli artisti del mezzogiorno (Francesco Jerace, Rocco Larussa, Pasquale Panetta, Saverio Gatto, Emilio Caputo) e soprattutto il Laocoonte di Pietro Bernini - continua Anna Serra – addirittura nel caveau sono custoditi quadri che la famiglia Vitrioli ha donato all'Amministrazione di centro-destra, mai esposti in attesa di essere restaurati e allocati nei locali dell’ex Monastero della Visitazione, che dovrebbe diventare la nuova sede del Museo Civico”.Lucia Mazzeo, ha messo a fuoco alcune problematiche legate alla fruibilità dell’Archivio di Stato, spesso dimenticato pur rappresentando un polo indispensabile per la valorizzazione storico culturale della nostra città: “Sconosciuto alla maggior parte della nostra cittadinanza, nel quale, grazie al lavoro della Dirigente D.ssa Marra, si opera per un impegno costante e speciale rivolto alla diffusione della conoscenza del patrimonio e dove gli eventi sono finalizzati a rendere più solido il rapporto tra tradizione culturale e territorio, rinsaldando, attraverso lo scavo archivistico, il senso di appartenenza alla tradizione culturale comune. Si richiede che sia inserito in un circuito museale – continua Lucia Mazzeo rivolgendosi all’Amministrazione Comunale - bisogna che chi ci governa si faccia carico di porre all’attenzione pubblica la conoscenza di questo importantissimo sito culturale affinché non rimanga solamente un bacino culturale riservato a una nicchia ristretta di intellettuali ma che possa essere fruito da tutti cittadini e dai turisti. Antonella Postorino, prima delle conclusioni del consigliere Matalone ha spiegato che: “Bisogna prendere atto che la cultura è il motore di sviluppo di cui ha bisogno questa città, perché solo attraverso il riconoscimento della stessa ci riapproprieremo di quell’identità culturale che forzatamente ci vuole essere negata per renderci un popolo sottomesso. Noi ci auguriamo che questo nostro intervento, che sono sicura solleverà anche tante polemiche, possa tornare utile all’intera comunità di cittadini”.Il consigliere comunale Antonino Matalone ha posto l’accento sull’imminente avvio dell’Expo chiedendo cosa e come “l’amministrazione comunale si stia organizzando per intercettare una parte di turisti previsti a Milano e che tipo di attività siano in cantiere sul territorio per sfruttare quella che è una vetrina di carattere internazionale. Porterò le tante iniziative qui illustrate in consiglio comunale affinché si possa aprire un dibattito approfondito sul tema della cultura in città, perché la cultura rappresenta per una comunità un momento di crescita sociale, economica e turistica”.