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CATANZARO. Wanda Ferro: "incomprensibile lasciare il S. Anna Hospital fuori dall'emergenza"

CATANZARO. Wanda Ferro: "incomprensibile lasciare il S. Anna Hospital fuori dall'emergenza"
L’esclusione del S. Anna Hospital dalla Rete dell’Emergenza disegnata dal commissario straordinario alla sanità pone una questione molto seria, che non è questione di campanile, né di pennacchio. Semmai, è questione che suscita degli interrogativi di merito, che appaiono ineludibili.Perché il Centro di alta specialità del cuore è fuori dalla rete? Quali valutazioni hanno indotto ilcommissario a fare quella scelta? Come può, quella scelta, tornare utile al servizio sanitario regionale e soprattutto ai cittadini calabresi che ne hanno bisogno? Delle due, una: o esiste una risposta plausibile a questi interrogativi, oppure ci troviamo di fronte a un errore grossolano in cui è incorsa la struttura commissariale e che deveessere riparato.Gli interrogativi appaiono legittimi e non certo – come detto – per questioni di campanile o di pennacchio. Risulta infatti incomprensibile come possa rimanere fuori dallaRete un centro di eccellenza con il volume di prestazioni e, soprattutto, con i risultati che il S.Anna Hospital può vantare.Una media di circa 4000 ricoveri all’anno, di cui circa 750 in regime di emergenza/urgenza per  pazienti trasferiti da altre strutture di tutta la regione. Quasi 900 interventi chirurgici in ambito cardiaco e oltre 700 in ambito vascolare. Circa 2400 procedure emodinamiche di cui 800 angioplastiche. Già da soli, questi numeri, danno l’idea del ruolo che il S. Anna svolge – e non da oggi – all’interno della sanità calabrese. Ma da ultimo, al dato quantitativo si è aggiunto quello qualitativo, grazie all’operazione di trasparenza voluta dal S.Anna stesso, che ha reso pubblici i risultati ottenuti lo scorso anno in termini di fattori di rischio per gli interventi eseguiti e quindi di mortalità teorica attesa e poi concretamente osservata.Non può certo lasciare indifferenti – giusto per citare qualche esempio – leggere nel report presentato in conferenza stampa che negli interventi combinati di sostituzione valvolare aortica associata a rivascolarizzazione miocardica, a fronte di una mortalità attesa del 16%, quella effettiva è stata pari a zero. Lo stesso dicasi per gli interventi di sostituzione valvolare aortica isolata, con una mortalità concreta dell’1,2% a fronte di una mortalità attesa del 10,9%. Oppure, infine, i casi di by-pass aortocoronarico in pazienti con meno di 75 anni di età: deceduti nello 0, 5% dei casi, a fronte di una previsione teorica del 4,5%. Solo alcuni esempi ma di un risultato complessivo che ha visto ilS.Anna porsi in generale allo stesso livello dei migliori centri cardiochirurgici attivi in Italia e all’estero.Ecco perché gli interrogativi posti appaiono legittimi e scevri da qualunque altra motivazione. Ecco perché il commissario straordinario alla sanità dovrebbe avvertire il dovere di dare una risposta. I calabresi hanno il diritto di sapere perché il professor Vanermen, considerato uno dei maggiori esperti al mondo di cardiochirurgia mitralica mininvasiva videoassistita, sceglie il S.Anna come unico centro per le sue attività in Italia, ritenendolo quindi all’altezza dei suoi standard, mentre la Regione ritiene di poterlo escludere dalla Rete dell’Emergenza. È chiaro, a questo punto, che la contesa politica, ilcampanile, il pennacchio, non c’entrano affatto. Le ragioni della scelta, dunque, le spieghi il commissario”.
Wanda Ferro