Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Rosanna Scopelliti in visita al "Villaggio dei Giovani"

REGGIO. Rosanna Scopelliti in visita al "Villaggio dei Giovani"
Prosegue a ritmi serrati il  “tour” conoscitivo delle realtà site nei beni confiscati da parte dell’On. Rosanna Scopelliti, nella sua qualità di Presidente del Comitato Beni Confiscati della Commissione Parlamentare Antimafia.
Lo scorso sabato infatti la deputata antimafia ha fatto visita al “Villaggio dei Giovani”, realtà sorta in un bene confiscato a Reggio Calabria per opera dell’Associazione “Attendiamoci” Onlus presieduta da Don Valerio Chiovaro, dove migliaia di giovani reggini seguono ogni giorno centinaia di attività, con una meritoria opera di lotta alla dispersione e alla devianza giovanile, e la struttura “Pensieri e Parole”, sorta su un palazzo confiscato alla mafia a Lamezia Terme e gestita oggidalla Comunità “Progetto Sud” guidata da Don Giacomo Panizza, che svolge una composita e incessante opera nel territorio attraverso l’assistenza ai disabili, ai migranti, ai tossicodipendenti, alle donne vittime di violenza e tanto altro.
Soddisfazione nelle parole della parlamentare a seguito degli incontri: «Ho voluto fortemente visitare questi due luoghi simbolo in Calabria – ha dichiarato – laddove, ogni giorno avvengono buone pratiche di lotta alla mafia».
«Sia “Attendiamoci” che la Comunità “Progetto Sud” – ha proseguito -, con i suoi due fondatori Don Valerio Chiovaro e Don Giacomo Panizza, rappresentano quell’esempio di Calabria onesta e laboriosa che è riuscita a costruire buone pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati».
«Le mie non sono state visite di cortesia ma incontri studio, poiché è mia intenzione, di concerto con il Comitato Beni Confiscati che mi onoro di coordinare – ha concluso Rosanna Scopelliti -, promuovere nuove prospettive di riutilizzo dei beni confiscati ponendo ad esempio positivo le realtà concrete e laboriose che meritoriamente si impegnano per creare un nuovo e positivo tessuto sociale nel territorio».
Gli incontri calabresi seguono gli analoghi già avvenuti in Lombardia e precedono quelli che stanno avvenendo in altre regioni quali la Campania e la Sicilia.