Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Arghillà al b'art presenta i primi passi di rigenerazione del quartiere

REGGIO. Arghillà al b'art presenta i primi passi di rigenerazione del quartiere
  

Mercoledì 15 Aprile 2015 è stata inaugurata, al Bar’t, la mostra dei lavori del Laboratorio AbitaZone Arghillà città aperta/città x tuttiPremio Antonio Quistelli che ha aperto la quinta stagione dei Caffè di Architettura, a coordinare i lavori della serata è stata la Dottssa Valentina Monteleone, con il  Dott. Morabito Francesco coordinatore scientifico dei Caffè. La serata si è svolta all’insegna di un colloquio con gli amministratori direttamente interessati alle politiche di strategia ambientale del territorio reggino, i protagonisti del Laboratorio e tanti cittadini presenti. Il Premio Quistelli, previsto dal Workshop di Architettura Arghillà città aperta/città x tutti organizzato e sostenuto dal Laboratorio AbitaZone coordinato dal Prof Berardo Dujovne e dal Dott Francesco Morabito con la collaborazione del prof. Arch. Fera Giuseppe, è stato uno stimolo creato e voluto dal Laboratorio Urbano Metropolitano Arghillà - Reggio Calabria per avviare, nel quartiere di Arghillà, quei processi di rigenerazione urbana in grado di superare la condizione di area urbana periferica e costruire, oggi,  attraverso gli elementi di design urbano e, in futuro, attraverso interventi strutturali capaci di ridisegnare e definire lo spazio della  comunità. Come sottolineato dal portavoce del Sindaco Falcomatà, il dott. Arcidiaco Franco, il quartiere di Arghillà presenta differenti punti critici sia sotto un aspetto sociale, sia sotto un aspetto urbano. E’ una delle diverse zone dormitorio tipiche non soltanto di Reggio Calabria bensì della gran parte delle città italiane ormai consolidate per ciò che concerne, da una parte, la sfera dell’assetto urbano e, dall’altra parte, le implicite gerarchie di classi sociali che governano le dinamiche della stratificazione evolutiva della “civitas”. Arghillà come tutte le periferie della Città come Santa Venere, dove si è simbolicamente aperti i lavori della Giunta Falcomatà come segno e volontà della neo amministrazione di essere presenti  anche nella periferia. Per l’amministrazione Falcomatà, aggiunge ancora il Dott. Archidiaco, le iniziative come queste non solo vanno sostenute ma devono diventare parte di un progetto organico di rigenerazione urbana per far ripartire la nuova città  Metropolitana.La presenza di rappresentanti dell’amministrazione nel Caffè d’Architettura ha esplicitato come il Laboratorio di progettazione è un laboratorio sì di idee ma direttamente collaborativo con i cittadini e le Istituzioni locali: combinato disposto che lascia presagire la forte volontà di proporre delle soluzioni pratiche ad un bisogno sociale, che possa innescare, come suggerito dall’assessore all’Ambiente dott. Antonino Zimbalati, un “circuito vizioso del bene” grazie al “coraggio di creare” proprio di chi studia, insegna, pratica e vive l’Architettura.Il dott. Barillà Nuccio di Legambiente, ha proposto l’idea di un’Arghillà che si presti a poter divenire un esempio di Ecoquartiere, luogo concreto di sperimentazione urbana della Smart-City metropolitana, esempio di sinergia civile e sociale nonché espressione culturale del coltivare e cogliere le giuste occasioni come bene sta facendo il Laboratorio Urbano di Arghillà. Tra gli altri a partecipare al dibattito sono stati Serena Campolo della Mirfak la quale ha sottolineato l’importanza che questi momenti di progettazione rivestono per le aziende locali e che per la loro azienda  è stata un’occasione non solo per acquisire nuovi input ma anche un modo di collaborare concretamente alla rinascita della città, mentre Domenico Surace di Creativ ha sottolineato che Arghillà può e deve diventare un’occasione di sviluppo economico e quindi sociale-cuturale se si investe anche nel decoro urbano,  condizione importante per chi ci abita e soprattutto per chi viene da fuori. Anche la Presidente dell’Associazione Arte di Arghillà ha ribadito che Arghillà non è, come molti si ostinano a dire, luogo di nessuno ma è una comunità se pur deframmentata e fragile ma con tante realtà associative vive supportate e volute da Don Francesco.

 

In conclusione, il prof. Arch. Fera Giuseppe pone luce sull’aspetto rilevante della composizione: composizione è lo strumento concettuale e pragmatico capace di visualizzare le soluzioni ragionevoli dell’architetto ma nel caso del Workshop, si è dimostrata essere strumento capace di arredare e, simultaneamente, offrire occasione collaborativa fra i vari campi del sapere ed i fruitori dei prodotti, i quali hanno seminato insieme quel “seme di speranza” di chi, come chiarito dal parroco Don Francesco Megali, “vuole guardare profeticamente oltre per vedere il Bene”.