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Oliverio a S. Sofia d'Epiro con il presidente del Parlamento dell'Albania

Oliverio a S. Sofia d'Epiro con il presidente del Parlamento dell'Albania
 

“Gli arbereshe non sono stranieri in patria, ma rappresentano una storia, una identità, una comunità che costituisce una grande ricchezza per l’Italia e per la Calabria”. Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo nel corso dell’incontro che il presidente del Parlamento d’Albania, Ilir Meta, ha effettuato questa mattina nella sala consiliare di  Santa Sofia d’Epiro, dove ha incontrato sindaci, amministratori e cittadini“Il nostro rapporto –ha aggiunto Oliverio- ha radici antiche e la Calabria è stata la culla in cui esso è germogliato, è cresciuto e si è consolidato. Le comunità arbereshe che vivono e operano in Calabria e, in particolare in provincia di Cosenza, costituiscono lo spazio comune tra l’Albania e il nostro Paese. Non è un caso, infatti, che nella storia dell’Italia e, in particolare, nella costituzione dello Stato unitario che ha oltre 160 anni di vita, nella stagione risorgimentale, grandi figure albanesi abbiano avuto un ruolo di primissimo piano. Questo a testimoniare che non solo c’è stato un processo profondo di integrazione,  ma un vero e proprio protagonismo degli albanesi negli atti costitutivi della costruzione del nostro Paese. Dico questo anche per ricordare a tutti che l’Italia è un paese la cui storia è stata sempre contrassegnata da accoglienza, amicizia, integrazione e tolleranza”.“Quello che sta avvenendo in questi giorni con il riproporsi di viaggi della speranza da parte di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini, molti dei quali in questi viaggio hanno trovato la morte, hanno interrotto la propria esistenza –ha aggiunto il presidente della Giunta regionale- ripropone il dramma del fenomeno migratorio, un fenomeno con la quale, ahimè, dovremo fare i conti anche nel prossimo futuro. La Calabria, insieme alla Sicilia, è terra di primo approdo per quanti migrano verso l’Europa e non può essere lasciata da sola in questa vicenda drammatica. L’Europa deve svegliarsi e capire che il dramma che riguarda milioni di persone che si riversano verso il nostro continente, non può lasciare indifferente nessuno, né può essere affrontato con parole di circostanza. E’ necessario assumere politiche adeguate che, in primo luogo, siano rivolte alla rimozione delle ragioni e delle cause che stanno alla base di questo fenomeno nei paesi da cui questa gente proviene, accompagnando tutto ciò anche con una politica di accoglienza perché non c’è civiltà che possa essere definita tale se non assume il rispetto della dignità degli uomini e delle donne come dato centrale e imprescindibile, da cui non si può assolutamente derogare”.“L’esempio del rapporto tra l’Italia e l’Albania e di come esso si sia venuto determinando –ha proseguito Oliverio- è un esempio alto e concreto di come i valori del rispetto della dignità delle persone innanzitutto, siano i valori costitutivi di una società che si considera e vuole essere considerata civile. Come Regione Calabria siamo molto interessati ad accrescere  ed intensificare i rapporti con l’Albania, perché abbiamo uno spazio ed un’esperienza comune che è, appunto, l’Arberia. Siamo interessati anche al fatto che l’Albania possa fare parte, al più presto e a pieno titolo, dell’Unione Europea e che, naturalmente, attraverso gli scambi culturali ed economici, possano trarne giovamento le nostre realtà, quella albanese e quella calabrese, per crescere entrambe e guardare al futuro con maggiore certezza”.

 

“All’Albania, che è un paese che ha grandi e profonde radici culturali, che ha espresso grandi figure di intellettuali, che ha dato un contributo alla crescita dell’umanità –ha concluso il presidente Oliverio, rivolgendosi  al presidente Meta- auguro un futuro radioso e felice”.