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CATANZARO. Nesci (M5s) sull'Università replica a Costanzo e Mastroroberto

CATANZARO. Nesci (M5s) sull'Università replica a Costanzo e Mastroroberto
 Rep

Sul ruolo dell'Università di Catanzaro nella sanità calabrese si è finalmente aperto un un dibattito. Per il momento mi hanno risposto, seppure in ritardo, il prof. Pasquale Mastroroberto, direttore della Cardiochirurgia universitaria di Catanzaro, e il consigliere comunale catanzarese Sergio Costanzo. Le mie considerazioni sulle cifre da emirati arabi che l'Università riceve dalla Regione Calabria risalgono almeno allo scorso autunno, e non meno datate sono quelle sulla distribuzione delle Cardiochirurgie in Calabria. Ciononostante, c'è stato «il grande silenzio» a riguardo, per citare un film di livello.Io non sto sul territorio nel modo in cui ci stanno i politici della vecchia guardia, i quali hanno promesso il mare ai lavoratori della Fondazione Campanella – sul cui declino l'Università ha avuto un ruolo chiave – senza manco portare uno stagno, qualche rana o un pugno di girini. Costanzo sa che il Comune di Catanzaro poteva, secondo lo statuto della Campanella, contribuire alle attività oncologiche con risorse proprie. Ma i politici come lui preferivano stare a loro modo sul territorio, per cui a forza di starci non hanno avuto il tempo di documentarsi e di far scucire al municipio un solo centesimo per salvare la Campanella dal tracollo; dovuto al fatto che, piaccia o meno al bravo professor Mastroroberto, la Fondazione si è caricata sul groppone i reparti di cui l'Università si è sbarazzata di buon grado. Ciò è avvenuto col silenzio di tutti quei politici che, stando sul territorio a modo loro, erano indefessamente impegnati nella raccolta di funghi, noci, olive e altre delizie della nostra terra.Per quanto riguarda il capitale che la Regione riversa nelle casse dell'Università, la sottoscritta – che non va per funghi nel territorio, ma cerca negli uffici le carte che cantano – ha ripetuto pari pari le conclusioni formalizzate del settore economico-finanziario del dipartimento regionale Tutela della Salute. Inutile, quindi, caro Costanzo, tediare i cittadini citando decreti che, peraltro, non c'entrano col caso di specie. Andremo comunque in Procura e alla Corte dei conti e vedremo, infine, chi avrà ragione. In via incidentale ricordo che la vicenda del fiume di denaro che dalla Regione arriva all'Università di Catanzaro per l'Azienda ospedaliera Mater Domini riguarda pure il silenzio del dg del dipartimento, quello stesso Bruno Zito che chiuse gli occhi per la nomina di Alessandro Moretti all'Asp di Cosenza, benché sprovvisto dei requisiti di legge. Quello stesso dg, aggiungo, che modificò a mano il famoso decreto per le cliniche private nel quale risulta curiosamente cambiato perfino il termine per ricorrere al capo dello Stato.Per chiudere, credo che non siano soltanto i politici alla Costanzo a stare sul territorio. Vedo che anche gli accademici lo presidiano; il che mi fa piacere, purché gli uni e gli altri riconoscano che le due Cardiochirurgie catanzaresi, Sant'Anna e Mater Domini, sono a 4 chilometri scarsi di distanza, e che a Reggio Calabria ce n'è un'altra, già prevista e pagata coi soldi dei calabresi ma non attivata da 4 anni. Ciò ha comportato un danno erariale –  secondo la Guardia di Finanza, che batte sul serio il territorio – pari a 40 milioni di euro; cifra comunque inferiore, peraltro, a quella che l'Università di Catanzaro prende dalla Regione Calabria.

 

Dalila Nesci

 

Deputato, M5s