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Italia Nostra: "ritorno al passato, ma quale futuro per Crotone?"

Italia Nostra: "ritorno al passato, ma quale futuro per Crotone?"

Le bellissime immagini esposte nella Mostra Fotografica Ritorno al Passato, a cura del Gruppo Archeologico Krotoniate, sono una testimonianza dal forte impatto emotivo che aiuta a comprendere il valore dei numerosi reperti archeologici ritrovati per lo più fortuitamente in città e nel territorio dagli anni ’70 in poi negli scavi di fondazione per la costruzione di edifici moderni, con esito quasi sempre nefasto per i reperti, nonostante l'intervento, negli ultimi anni, della Soprintendenza Archeologica e l’impegno infaticabile del Gruppo Archeologico. Una Mostra da visitare con attenzione e con la gratitudine che si deve a quei (pochi) volontari che hanno dedicato tempo, energia e passione per contribuire a salvare numerose testimonianze del passato oltre che a formare tanti giovani alla conoscenza della storia antica della città e del rilevante patrimonio archeologico del territorio. Alcuni di questi giovani avrebbero scelto di operare nel settore da professionisti. L’apertura alla collaborazione con altre associazioni, come Italia Nostra, attiva sin dal 1975 in città, ha consentito di ampliare l’attenzione del GAK alla salvaguardia non solo dei beni culturali ma anche del contesto paesaggistico e naturalistico; attività che non sempre è stata sostenuta dalle Istituzioni e seguita dai cittadini in modo adeguato. Eppure è noto a tutti che la fruizione del patrimonio culturale, se tutelato ed amministrato con cura, porta ricchezza e benessere al territorio grazie anche alle numerose attività legate al turismo. Gli esempi non mancano: i siti archeologici di Agrigento, Siracusa, Paestum, Pompei, per citarne tra i più famosi nel meridione, sono meta privilegiata di notevoli flussi turistici oltre che siti inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità-Unesco. Non si può dire che la stessa sorte sia toccata alla città di Crotone anche a causa delle scelte di sviluppo urbanistico degli ultimi 40 anni, indirizzate perlopiù alla cementificazione e densificazione edilizia del territorio piuttosto che alla salvaguardia e tutela dell’ingente patrimonio culturale. E’innegabile come i benefici economici conseguenti abbiano riguardato pochi, danneggiando molti, privando la città anche di spazi verdi (che Italia Nostra ha in parte salvato creando giardini e parchi pubblici) e sopra tutto della fruizione di tante aree archeologiche che, opportunamente conservate, avrebbero potuto custodire le testimonianze autentiche di un passato illustre. In tal modo, sarebbe stato più agevole l’inserimento della città in un virtuoso circuito turistico-culturale grazie anche al suggestivo contesto paesaggistico-ambientale nel quale tali Beni Culturali si trovano. A partire dal parco archeologico di Capo Colonna, meritevole di ben altra cura ed attenzione piuttosto che di cemento e di abusi edilizi, al quartiere settentrionale dell’antica Kroton, abbandonato a se stesso, alle (poche) aree archeologiche urbane sopravvissute alla distruzione, che aspettano di essere adeguatamente studiate, conservate, tutelate ed inserite in un itinerario storico-artistico-naturale immerso nel verde per essere finalmente fruite dai cittadini.