Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Orti urbani, verde nella città metropolitana

REGGIO. Orti urbani, verde nella città metropolitana

ITALIA NOSTRA

OCCORRE CREARE AREE VERDI PER LA CITTA’ METROPOLITANA: ORTI URBANI E PARCO PUBBLICO A PENTIMELE

              La sezione Italia Nostra di Reggio Calabria invita l’Amministrazione Comunale a progettare la realizzazione di spazi verdi dei quali la città di Reggio è assolutamente carente. A tal proposito ha presentato al Comune due possibili idee: l’adesione al Progetto Nazionale “Orti Urbani” e l’individuazione dell’area “Ex- Fiera” di Pentimele quale sito per l’istituzione di un parco pubblico cittadino. Il progetto “Orti Urbani” è un programma che l’Associazione propone in tutta Italia a coloro che, privati o enti pubblici, possedendo delle aree verdi in disuso o in degrado, le vogliano destinare all’ “arte del coltivare per la rigenerazione urbana e sociale” nel rispetto della memoria storica dei luoghi e nel segno delle regole “etiche” stabilite da un accordo tra Italia Nostra e ANCI (Associazione dei comuni di Italia), in virtù del quale è stato siglato un protocollo d’intesa di recente rinnovato e sottoscritto anche dal Ministero delle Politiche Agricole. La metodologia suggerita si fonda su specifiche linee guida elaborate dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia.Il progetto potrebbe condurre alla riscoperta di antiche esperienze di agricoltura della nostra tradizione quali “I nasiti”, isolotti ricavati dentro i greti dei torrenti, coltivati in comune sin dai tempi più antichi.            La sezione reggina di Italia Nostra, ritenendo che il progetto possa essere in armonia con gli obbiettivi di riqualificazione urbana previsti dall’istituzione delle Città Metropolitane, ha proposto all’Amministrazione comunale l’individuazione di aree urbane da destinare ad orti comuni nonché l’adesione al “Progetto Nazionale Orti Urbani” di Italia Nostra e ANCI mettendo anche a disposizione il bagaglio di esperienze maturate a livello nazionale in parecchie città italiane, anche metropolitane, nella redazione dei regolamenti per la gestione degli orti e nella realizzazione di attività di educazione ambientale e culturale con l’obiettivo finale di sottrarre aree verdi al degrado, all’abusivismo e alla speculazione edilizia oltre che all’inquinamento ambientale.Per quel che riguarda, invece, il possibile utilizzo futuro dell’area urbana di Pentimele, in passato adibita a Fiera - in ragione delle diverse ipotesi formulate al riguardo in tempi passati - e ritenendo assurdo pensare che l’ultimo spazio libero della città debba venire anch’esso cementificato, Italia Nostra propone, come destinazione naturale dello stesso, quella a “Verde pubblico” sostenendo che ci si trovi di fronte all’ultima occasione per dotare la città di un parco cittadino: sprecate già le possibilità di Parco Caserta e di Largo Botteghelle, non ne rimarrebbe alcuna. E Reggio Calabria, “Città Metropolitana”, sarebbe forse l’unica al mondo a non avere un’area-parco al suo interno in grado di fornire uno spazio ricreativo ai cittadini e ai visitatori e di contribuire alla percentuale di verde presente all'interno dell'agglomerato urbano.La nostra città è assolutamente priva di spazi aperti per l’incontro delle persone e soprattutto per il gioco all’aperto dei bambini: Largo Botteghelle è stato asfaltato, ridotto e destinato a terminal degli autobus (che sarebbe stato più logico realizzare nei pressi dell’aeroporto estendendo l’idea di centro della città (metropolitana) almeno fino a Ravagnese); Piazza Garibaldi è adibita a parcheggio (!); la Villa comunale, per lungo tempo dimenticata solo adesso comincia a ricevere qualche timida attenzione. Né, possono considerarsi spazio di incontro delle persone il lungomare o il Corso Garibaldi perché, pur eleganti, sono dei camminamenti e come tali non adatti alla sosta e all’incontro; il parco previsto, e mai realizzato, sulla Collina di Pentimele, ha vocazione diversa da quella di area verde al centro della città.’unico parco esistente è il Parco della Mondialità a Gallico che, per quanto ben concepito e reso accessibile al pubblico, resta sempre uno spazio privato e, comunque, fuori dal centro.L’altra parte, la realizzazione di un parco cittadino al posto dell’ex Fiera a Pentimele, richiederebbe limitati finanziamenti riguardanti soprattutto l’abbattimento dei fatiscenti capannoni oggi presenti: il verde esiste già ed è abbastanza consistente. Si tratterebbe di una non esorbitante spesa di riprogettazione del verde per garantire ai cittadini, ai bambini, agli adulti, agli anziani di potersi consentire, come in ogni città, la “passeggiata al parco” che potrebbe essere dotato di percorsi didattici, percorsi di jogging, angoli per la lettura, spazi-gioco data anche la sua prossimità a strutture destinate allo sport e al tempo libero: il palazzetto dello sport, l’ampio spazio per il pattinaggio, il Circolo del tennis, la spiaggia…mpossibilità di progettare altro spazio pubblico per una migliore qualità urbana, è stata rilevata anche in sede di presentazione, a Palazzo S. Giorgio, del quadro conoscitivo predisposto per il Piano Strutturale Comunale. In quella occasione è stata evidenziata la disordinata congestione edilizia della città che, con esclusione dell’abbattimento di edifici, rende possibili ipotesi di interventi di progettazione, rispondenti alle moderne concezioni urbanistiche - attente alla qualità del paesaggio urbano ed alla qualità della vita negli ambiti urbani - di spazi significativi soltanto nei centri collinari.Anche in virtù di tale presa d’atto, sarebbe irragionevole farsi sfuggire l’ultima possibilità di dare alla città il suo “giardino pubblico”.