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La Gerbera Gialla in Campidoglio. Gli studenti incontrano il procuratore nazionale antimafia

La Gerbera Gialla in Campidoglio. Gli studenti incontrano il procuratore nazionale antimafia
La Gerbera gialla ha colorato martedì mattina l’aula Giulio Cesare del Campidoglio, dedicando alla citta’ di Roma una tappa del percorso antimafia, aperto a Reggio Calabria il 5 u.s dal Presidente del Senato Piero Grasso. Sugli scanni riservati ai consiglieri comunali, ospiti d’eccezione i ragazzi dei licei romani che hanno incontrato il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e Adriana Musella. “La linfa delle mafie sta fuori dal loro stesso perimetro, nella zona grigia di persone pronte a intrallazzare con le mafie”. Queste le prime parole di Roberti. “Mafia Capitale ha messo a nudo un sistema di collusioni tra organizzazioni criminali, politica ed economia che non è nuovo” ha precisato il procuratore “ma è un modello che ebbi modo di contrastare già ai tempi degli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto in Campagnia, nel 1980”. “La novità” ha continuato il procuratore “è l’evoluzione delle organizzazioni mafiose che non hanno più bisogno di usare la violenza e di uccidere, perché usano la corruzione per entrare nell’economia, nella politica e nelle istituzioni. Uno come Carminati, che è un personaggio violento, serve a garantire il patto corruttivo fra mafia, imprenditoria e amministrazioni”. Adriana Musella dal canto suo ,ha invitato gli studenti alla responsabilita’ quali delegati della costruzione di un futuro diverso.” L’atteggiamento critico della società civile è importante, “ha detto”come la cultura della legalità da ricercare nei diritti della costituzione. Il principio di uguaglianza non è un auspicio è un obbligo, così come fondamentale è il diritto al lavoro. Le mafie si insinuano nelle diseguaglianze, la manovalanza nella disoccupazione. La scuola può essere protagonista». Il procuratore Roberti poi,facendo riferimento alla nuova legge anticorruzione l’ha giudicata buona ma frutto di un compromesso che non doveva esserci.”La politica “ha ribadito”deve essere trasparente, non ha bisogno dello strumento giudiziario”.