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REGGIO. Avvocati, i vertici nazionali lanciano il "Patto generazionale"

REGGIO. Avvocati, i vertici nazionali lanciano il "Patto generazionale"
 

I vertici dell'avvocatura italiana si sono confrontati in riva allo Stretto sulle prospettive di una professione prestigiosa e affascinante che sta vivendo una fase di profonda trasformazione. "L'avvocato di provincia. Patto tra generazioni", è stato il tema del seminario promosso dall'Organismo unitario dell'avvocatura, che si è svolto ad Altafiumara su impulso di Maurizio Condipodero, componente della giunta nazionale dell'Oua, organismo che ha tenuto in Calabria la propria assemblea nazionale. I lavori, coordinati da Giampaolo Latella, portavoce del presidente del Consiglio regionale Tonino Scalzo, sono stati aperti dagli indirizzi di saluto del presidente dell'Ordine degli avvocati di Reggio Calabria, Alberto Panuccio, e del professore Michele Salazar. A introdurre il tema del seminario è stato Condipodero, il quale ha sottolineato "la necessità di ripensare una professione che fa i conti con la complessiva crisi economico-finanziaria del Paese ma anche con le difficoltà di un mercato nel quale si sono ristretti gli spazi disponibili per i professionisti. Occorre coniugare il principio di solidarietà con una più rigorosa selezione che deve partire dal mondo della scuola". Il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, ha accettato l'invito di Condipodero a scendere in Calabria per la sua prima uscita ufficiale da quando ha assunto il prestigioso incarico. Per Mascherin "Condipodero ha avuto il pregio di comprendere qual è la sfida dell'avvocatura che al giorno d'oggi va incontro a un cambiamento da governare con attenzione, perché non si può spersonalizzare il rapporto tra il legale e il cliente. La fiducia, l'intuitus personae, è una componente essenziale dell'avvocatura". Lo stato attuale della Cassa forense è stato delineato dalla relazione del vicepresidente nazionale dell'ente previdenziale, Valter Militi, secondo il quale "si deve lavorare per creare le condizioni di un sistema sostenibile, privo di squilibri e in grado di garantire agli iscritti prestazioni previdenziali con adeguate performance". Se per Fabrizio Guerrera, ordinario di diritto commerciale all'università di Messina, "non occorre demonizzare le società di professionisti anche se non possono essere neppure considerate la soluzione a ogni problema", secondo Attilio Gorassini, direttore del dipartimento di Giurisprudenza ed Economia della Mediterranea, "gli avvocati italiani non possono tradire lo stile di vita e la cultura che appartiene loro, molto distante dai sistemi di common law e da una visione della professione troppo incentrata sulla massimizzazione dei profitti". Conclusioni del seminario affidate a Mirella Casiello, presidente nazionale dell'Oua, che ha ricordato come gli avvocati in Italia siano 230mila: "Solo i medici hanno numeri simili, ma protetti, in qualche modo, dal numero chiuso e dall’ombrello del maggiore datore di lavoro italiano: il servizio sanitario pubblico. Una categoria, quella degli avvocati, che assiste e subisce, in modo apatico, da anni, a un’esplosione della disillusione e dell’individualismo. Serve per questo un forte patto intergenerazionale con provvedimenti che prevedano start up, incentivi e sgravi fiscali. Se lavoriamo tutti insieme - ha concluso la presidente dell'Oua - rilanceremo l'avvocatura italiana".