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TRIPODI (PCDI): "amministrative condannano operato di Oliverio"

TRIPODI (PCDI): "amministrative condannano operato di Oliverio"
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"Le elezioni regionali e amministrative del 31 maggio ci consegnano un risultato che cambia radicalmente il quadro politico che qualcuno, a torto, riteneva ormai consolidato e stabilizzato dopo il voto delle elezioni europee di appena un anno fa che avevano dato il 40,8 % dei voti al Partito Democratico di Renzi. Dopo appena un anno quel voto, che aveva fatto raggiungere al PD un risultato storico, non c'è più e l'Italia si è di nuovo rimessa in movimento. Infatti, dalle elezioni del 31 maggio il PD targato Renzi esce sconfitto e ridimensionato; nelle 7 regioni in cui si è votato in un solo anno perde milioni di voti e torna addirittura sotto gli stessi livelli che il PD aveva raggiunto alle precedenti elezioni regionali del 2010. Un chiaro e netto giudizio di condanna nei confronti delle politiche antidemocratiche, antipopolari e antisociali che il governo Renzi ha portato avanti fin dalla sua nascita (dalla legge elettorale autoritaria alla riforma costituzionale antidemocratica, dal Jobs act che cancella l'art. 18 alla riforma della scuola che favorisce le scuole private e consegna un potere assoluto ai presidi, dalla beffa ai pensionati fino allo scandalo dell'acquisto degli F35, ecc.). Questo giudizio fortemente critico e di severa condanna coinvolge direttamente il Presidente della Regione Calabria Oliverio insieme alla sua minigiunta. E' del tutto evidente che il risultato del voto delle elezioni amministrative in Calabria segnala un crescente malessere e un diffuso malcontento nei confronti dell'immobilismo e del continuismo dimostrato da Oliverio che, pur essendo stato eletto da oltre sei mesi, è impantanato nei suoi gravissimi ed imperdonabili errori che, a partire dalla composizione della sua minigiunta, ne condizionano negativamente l'attività e ne ipotecano il suo futuro, con tutte le conseguenze negative che si scaricano sulla pelle dei cittadini calabresi che pur gli avevano tributato un grandissimo consenso elettorale. Non sfugge a nessuno che i risultati dei centri urbani più grandi della Calabria nei quali si è votato, da Vibo Valentia a Lamezia Terme, da Polistena a Villa San Giovanni, da Melito Porto Salvo a Soverato, ecc., sono in larga misura assai negativi per il Partito Democratico. Certo ci sono anche le eccezioni, ma confermano un andamento generale che segnala la fine della luna di miele e il profondo distacco dei calabresi rispetto ad un'esperienza di governo regionale che in pochi mesi ha sciupato un enorme patrimonio di consensi, di fiducia e di speranze. Per quanto ci riguarda, esprimiamo piena soddisfazione per il risultato ottenuto. Noi comunisti eravamo chiamati ad una prova decisiva a Polistena. Ebbene possiamo affermare con grande forza che la prova è stata superata a pieni voti, nonostante lo scatenamento dei vari personaggi regionali del PD e di SEL che sono andati a Polistena pensando di carpire il voto dei cittadini. Sono stati serviti: il popolo ha dato una risposta schiacciante con un successo storico del Sindaco rieletto Michele Tripodi e della lista Avanti Polistena che hanno ottenuto 3.631 pari al 57,17%, mentre la lista del PD e di SEL con circa 700 voti pari all'11% ha ottenuto una sonora sconfitta e non molto meglio è andata per la lista dei renziani polistenesi. Ma non basta, insieme a Polistena festeggiamo la vittoria ottenuta a Cinquefrondi da Michele Conia e dalla lista Rinascita per Cinquefrondi, con la sconfitta della destra e del PD. Cambia positivamente la Piana e può cambiare la Calabria. Questi straordinari risultati ci dicono che la storia della sinistra può ricominciare se si riparte dal basso, a condizione che ci siano progetti e idee concrete e credibili sostenute da uomini e donne che quotidianamente si spendono con impegno, passione e coraggio per il popolo e con il popolo. Da qui possiamo e dobbiamo ripartire per la ricostruzione della sinistra calabrese insieme a tutti quelli che hanno davvero a cuore il bene ed il futuro della nostra Regione. Oggi, più di ieri, ci sono spazi ed opportunità per un progetto che, nel rispetto delle differenze, sia capace di unire tutte le forze, che in Calabria sono tante, che non accettano più la deriva della Calabria vogliono battersi per costruire un futuro diverso per la nostra terra".
 
Michelangelo Tripodi (PCdI)