Direttore: Aldo Varano    

ROSARNO (RC). Biasi (FI): "scioglimento del Comune è un fallimento della sinistra"

ROSARNO (RC). Biasi (FI): "scioglimento del Comune è un fallimento della sinistra"
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Lo scioglimento anticipato del consiglio comunale di Rosarno per le contestuali dimissioni di 11 consiglieri (10 di minoranza e 1 di maggioranza) è avvenuto attraverso l’utilizzo di uno strumento tipico previsto dal legislatore per impedire ad un’amministrazione di continuare a governare quando non si ha più la maggioranza.Tuttavia, nel contesto di tale legittimo esercizio dei poteri riservati ai consiglieri democraticamente eletti assistiamo a fantasiose quanto irresponsabili affermazioni di chi, come il segretario regionale del PD On. Ernesto Magorno, evoca addirittura lo spettro dell’antistato come movente della condotta dei consiglieri dimissionari. Ritengo quanto sostenuto dall’On. Magorno molto grave oltre che del tutto fuori luogo, anche se mi rendo conto che la logica del suo ragionamento è in linea con la politica tipica del Pd di questi tempi, contrassegnata da una moralità ad uso e consumo specifico, che viene sbandierata come vessillo solo quando si devono condurre crociate, meramente mediatiche, rispetto a situazioni (non importa quanto legali) contrarie all’interesse del proprio Partito. E’ quanto dichiara in una nota il Coordinatore Provinciale di Forza Italia a Reggio Calabria Roy Biasi. Al falso moralista Magorno, continua la nota, che gettando ombre e sospetti parla di “agguato finalizzato ad interrompere un percorso di legalità”, va ricordato che quello andato in scena in questi giorni altro non è che l’epilogo di una vera e propria guerra politica intestina, che ha caratterizzato questa amministrazione di sinistra durante il corso di tutto il mandato elettorale, consumata all’interno della stessa maggioranza e in particolare all’interno di un PD che si è progressivamente atomizzato fino alla definitiva implosione. Una serie di accesi scontri che riepiloghiamo in aiuto alla sua labile memoria partendo ad esempio dalla defenestrazione dell’Assessore Michele Brilli, passando alle dimissioni Assessore Domenico Scriva, alle dimissioni dell’Assessore Antonio Ascone, alla defenestrazione dell’Assessore Pasquale Calarco, alle dimissioni dell’Assessore Francesco Bonelli, e ancora alle dimissioni della consigliera storica del PD Grace D’Agata, alle dimissioni della consigliera del PD Maria Borgese, moglie di Giacomo Giovinazzo, dirigente del Partito, all’uscita dalla maggioranza di due consiglieri UDC e concludendo con le dimissioni della consigliera Domenica Varrà, eletta nella lista del Sindaco Tripodi. A ciò si aggiungano le dimissioni dalle ignote motivazioni di due dirigenti comunali, vale a dire l’Arch. Luciano Macrì, direttore della II^ U.O.C. e il Dott. Michele Bruzzese, Comandante dei Vigili Urbani, dimessosi dopo appena 20 giorni dall’assunzione dell’incarico.Bene, aggiunge Biasi, davanti a tale indecorosa successione di falcidie non ci risulta che l’On. Magorno abbia mai assunto la responsabilità di domandarsi pubblicamente che cosa stesse succedendo all’interno del PD rosarnese e della sua legalitaria maggioranza.La ragione di questa inerzia tuttavia si spiega facilmente perché, come è noto a tutti, a Rosarno è accaduta la stessa cosa che si sta verificando nel resto della Calabria e dell’intero paese, ossia un imbarazzante susseguirsi di diatribe interne al PD che non si ferma neanche davanti alla prospettiva di danneggiamento, è il caso di specie, delle istituzioni da essi stessi governate.    Il gruppo consiliare di Forza Italia si è sempre distinto in questi anni per senso di responsabilità pur nell’ambito delle limitate prerogative riservate alla minoranza, dando prova di una partecipazione attiva ai lavori del consiglio in cui non si è mai sottratto alle discussioni e alle proposte, arrivando persino a votare con la maggioranza quelle delibere che riteneva utili nell’interesse del paese.Che non si cerchi pertanto, conclude il Coordinatore Provinciale di FI, generando quella confusione a cui questo PD ci ha abituato, di ricostruire una realtà che non esiste pur di consegnare alle luci della ribalta l’ennesimo paladino della giustizia. Se realmente si vuole cambiare e fare il bene della nostra comunità  bisogna rispettare l’intelligenza della nostra gente, evitando questa nuova ma già vecchia politica fatta di annunci e proclami e assumendosi invece le responsabilità delle proprie (non) azioni.