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LAMEZIA. Oliverio al convegno Ance sul tema "Edilizia in Calabria tra crisi e prospettive"

LAMEZIA. Oliverio al convegno Ance sul tema "Edilizia in Calabria tra crisi e prospettive"

Nella tarda mattinata di oggi il Presidente della Regione Mario Oliverio ha partecipato al convegno sul tema: “Edilizia in Calabria tra crisi e prospettive” organizzato dall’ Ance regionale presso la sala riunioni di Unioncamere a Lamezia Terme. All’assise hanno portato il loro saluto Michele Lico, Presidente di Unioncamere Calabria e il Presidente del Consiglio regionale calabrese, Antonio Scalzo. E’ seguita la relazione di Flavio Monosilio, direttore del Centro Studi Ance, che ha presentato i dati congiunturali e le dinamiche di mercato riguardanti il settore delle costruzioni in Calabria attraverso le analisi e le statistiche prodotte dal Centro Studi ANCE. Ai lavori sono intervenuti il Presidente dell’Ance Calabria Francesco Berna, il Presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca, l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Nino De Gaetano e il Presidente Nazionale dell’Ance Paolo Buzzetti.“Il dramma di questa Regione –ha detto, tra l’altro, il Governatore della Calabria, dopo essersi soffermato a lungo sulle questioni più urgenti su cui la Giunta regionale sta lavorando per determinare un cambiamento di passo capace di dare risultati positivi e concreti soprattutto in settori fondamentali come il lavoro, l’occupazione giovanile, il sostegno alle imprese, l’agricoltura, ecc.- è stata la forte accentuazione dei caratteri gestionali che hanno determinato nicchie e contro nicchie, poteri e contro poteri, piccoli e grandi equilibrismi ed aggiustamenti che, col passare del tempo, sono diventati una gabbia inestricabile e soffocante. Ad una politica che ha pensato di utilizzare lo scambio nell’intervento pubblico, ha fatto da contraltare una burocrazia che rende tutto più difficile e che oggi è diventata come un lupo famelico. A questo lupo, ingordo e insaziabile, bisogna sottrarre gli alimenti di cui si ciba ogni giorno con grande avidità determinando guasti inenarrabili. Bisogna metterlo a dieta nell’interesse delle imprese, della Calabria e soprattutto della buona politica. Quella politica, cioè, che non ama declamare e fare parole, ma che realmente vuole servire questa terra e liberarla dai lacci e dai lacciuoli in cui per troppi anni è rimasta imprigionata Sia chiaro: non è un compito facile e più andiamo avanti nella nostra azione di governo, più ce ne rendiamo conto. Purtroppo, però, se vogliamo cambiare realmente questa terra, dobbiamo continuare su questa strada, in un’azione determinata che può anche apparire lenta, snervante, faticosa. La cosa più importante è non fermarsi, non lasciarsi sopraffare dalla sfiducia, assicurando alle azioni messe in campo uno svolgimento continuo e costante. E’ faticoso, ma questa è l’unica strada che abbiamo davanti ed è la strada su cui stiamo lavorando. E’ un percorso che richiede fatica e pazienza, perché ogni giorno bisogna combattere contro un “combinato disposto” di pigrizia, di piccoli e grandi interessi, di piccoli e grandi privilegi che devono essere smontati, disarticolati, azzerati mentre, contemporaneamente, si lavora per costruire una nuova Regione, più leggera e meno preoccupata di gestire il potere. Questa sfida, su questa strada che è l’unica possibile da percorrere se vogliamo uscire dalla marginalità e dall’arretratezza, si vince se c’è una consapevolezza ed un impegno generale.

La politica, la burocrazia, ma anche tutti gli altri settori fondamentali della vita di questa regione devono cambiare registro. Ognuno, a cominciare dagli imprenditori, deve pretendere che il rapporto tra l’impresa e chi esercita il potere sia improntato soltanto al rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità. Se in Calabria non accade questo non andremo da nessuna parte perché una politica malata è spesso frutto di una domanda malata. Abbiamo bisogno di sanare definitivamente questa malattia e, per farlo, è necessario mettere un quadro di regole certe a garanzia di tutti e di ciascuno, al centro del rapporto tra politica ed istituzioni, politica ed imprese, politica e cittadini. Se non spostiamo su questa strada il nostro percorso generale, non avremo futuro. Se lavoreremo insieme, ce la faremo”.