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Mobilità in deroga, Parentela (M5s): "assurdo dover protestare per un diritto acquisito"

Mobilità in deroga, Parentela (M5s): "assurdo dover protestare per un diritto acquisito"

ReP

«Il Governo prenda a cuore le istanze dei percettori di mobilità in deroga della Calabria, che nel 2014 hanno ricevuto soltanto le spettanze relative alla mensilità di Gennaio». Lo afferma il deputato M5S Paolo Parentela, dopo aver presentato un atto di sindacato ispettivo rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti. «I lavoratori calabresi – aggiunge Parentela – hanno ragione a protestare e chiedere chiarezza, visto che non si comprende il motivo per cui nonostante il governo abbia garantito la disponibilità di 55 milioni di euro, tutto sia fermo. Per molti di loro, gli ammortizzatori sociali sono l'unica fonte di reddito per dare da mangiare alle proprie famiglie ed è ridicolo che in un Paese come l'Italia nel 2015 si debba protestare per vedere garantiti dei diritti acquisiti».Parentela continua: «Questi ritardi non faranno altro che aggravare i costi per lo Stato, visto che produrranno ricorsi da parte di chi ha acquisito il diritto di percepire gli ammortizzatori sociali. Forse se venisse approvata la nostra proposta di legge sul reddito di cittadinanza, per cui abbiamo già rintracciato le coperture finanziarie ricevendo l'ok da parte della ragioneria di stato e che garantirebbe anche un sistema efficace di politiche attive finalizzate al reinserimento occupazionale, tutto ciò non avverrebbe».«Il governo – conclude il parlamentare – dimostra ancora una volta di non tenere alle sorti dei propri cittadini. Il disagio sociale e l'impoverimento del Paese sono sotto gli occhi di tutti e, mentre lo stato sociale viene completamente trascurato dal PD, ci si affretta a discutere in parlamento misure che mai miglioreranno la vita dei cittadini italiani. L'Italia e la Calabria hanno bisogno di misure urgenti e rivoluzionaria, come il reddito di cittadinanza, che possano consentire di intravedere l'uscita da una crisi che sembra non voler finire mai».