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REGGIO. Arruzzolo (Ncd) sulla cardiochirurgia

REGGIO. Arruzzolo (Ncd) sulla cardiochirurgia
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“Accogliamo le rassicurazioni del commissario alla sanità Massimo Scura riguardo l’attivazione della cardiochirurgia a Reggio Calabria ma, dopo tante belle parole e dopo tante speranze puntualmente spezzate nel corso degli anni, è tempo di passare ai fatti. La comunità reggina ha bisogno di risposte certe ed in tempi rapidi, non delle solite belle promesse. Ha bisogno di essere tranquillizzata dell’esistenza sul suo territorio di una struttura salva-vita quale parte integrante di un progetto di qualità in grado di rispondere all’emergenza-urgenza”.A dirlo, è il capogruppo alla Regione del Nuovo Centro Destra Giovanni Arruzzolo, che aggiunge. “Entrare nel merito dell’intesa raggiunta da Scura con il rettore dell’Università ‘Magna Graecia’ Aldo Quattrone se l’ipotizzata ‘estensione’ della cardiochirurgia catanzarese nella città dello Stretto  possa essere tra le soluzioni migliori, significherebbe accendere ancor di più un dibattito caratterizzato da tante beghe. Certamente, bisogna mettere la parola fine rispetto ad una delle questioni più spinose e controverse della sanità calabrese e non sono più possibili passi indietro. Ogni progetto, purchè rispettoso del diritto fondamentale alla salute, deve essere ben accetto. In questi anni- continua Azzuzzolo- sotto gli occhi di tutti noi, si è consumata una brutta pagina. Altro che centro di eccellenza! Solo sperpero di denaro e disuso di attrezzatture tecnologicamente all’avanguardia, tra cui la tanto invidiata sala ibrida. Anch’io mi sono trovato a salutare con soddisfazione l’inaugurazione della struttura per poi, scoprire, da cittadino prima ancora che da rappresentante delle Istituzioni, già il giorno seguente, che la cardiochirurgia era di fatto chiusa. Pronta solo sulla carta,  mai utilizzata,  solo un bel prodotto mediatico. Ebbene, si mettano da parte una volta per tutte i mille campanilismi che non portano da nessuna parte e che hanno condizionato la crescita della nostra terra e si definisca, invece, un percorso concertato e condiviso nel rispetto dei ruoli e delle competenze. Al di là dei tanti interessi in gioco- conclude Giovanni Arruzzolo-, è la tutela del popolo calabrese l’unico interesse da salvaguardare nell’ottica di quel bene collettivo che solo la politica unita, espressione di valori e non di bandiere, può e deve garantire”.