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REGGIO. Celebrazioni in ricordo di don Italo Calabrò

REGGIO. Celebrazioni in ricordo di don Italo Calabrò
Don Italo Calabrò è stato un dono straordinario alla Chiesa ed alla comunità reggina ed il suo insegnamento va fatto conoscere alle giovani generazioni ed a tutti coloro che possono guardare a Lui come un esempio e modello di vita cristiana e civile esemplare. E' stato questo il senso dell'iniziativa che la Diocesi di Reggio ha voluto assumere in occasione del XXV anniversario della scomparsa di questo sacerdote indimenticabile che ha segnato profondamente la vita della chiesa e della comunità reggina. I poveri e i giovani sono stati i due grandi poli tra cui si è svolta tutta l'intensissima azione pastorale e civile di don Italo. Educatore d'intere generazioni giovanili, sia nelle file dell'associazionismo cattolico sia nel mondo della scuola, tanto da essere definito da diversi osservatori nazionali il Don Milani del Sud. Agli inizi degli anni settanta, avviò il Centro Comunitario Agape, una comunità da lui realizzata per la comunione di vita con i più poveri e la Piccola Opera Papa Giovanni per l'accoglienza dei dimessi dall'ospedale psichiatrico e dei giovani con disabilità mentale. Da vero profeta non si limitava ad elencare i diritti dei poveri ma a gridarli a partire dalla sua vita. Disoccupazione giovanile e mafia sono stati i due punti su cui ha concentrato il suo impegno per la città di Reggio e per il Sud. Non cessava mai di invocare un deciso intervento dello Stato per una reale crescita occupazionale, come argine al degrado della convivenza civile, allo strapotere mafioso e al dilagare di metodi clientelari e corrotti nella gestione della cosa pubblica e nella classe politica. Condannò la mafia indicando alla comunità ecclesiale e civile la via della ferma denuncia e della formazione delle coscienze. Don Italo Calabrò, al di là delle molteplici iniziative da lui condotte, resta nel ricordo di tutti come uomo e sacerdote di fede profondamente vissuta nella storia del suo tempo, come compagno di strada dei più deboli, come credente capace di intessere un'intera esistenza nel segno dell'amore e nell'incarnazione del messaggio evangelico in dialogo continuo con i non credenti e con gli uomini di buona volontà. Numerose le iniziative che si svolgeranno durante l'anno per fare memoria viva di questo profeta della Chiesa ma anche di persona innamorata ed orgogliosa della sua città e della Calabria che voleva libera dalla ndrangheta e da tutti i condizionamenti economici e culturali. Le prossime saranno il 15 Giugno alla sala Calipari del Consiglio Regionale dove sarà ricordato con interventi di Mons. Morosini, don Luigi Ciotti, Corrado Calabrò, Marco Minniti e Giuliano Quattrone ed il 16 Giugno con una solenne celebrazione in Cattedrale presieduta dall'Arcivescovo Mons. Giuseppe Fiorini Morosini