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REGGIO. La Destra contro Burrone (Reset): "farnetica sui social network"

REGGIO. La Destra contro Burrone (Reset): "farnetica sui social network"
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In una nota diffusa dai rappresentanti di REGGIO FUTURA, DESTRA PER REGGIO, MOVIMENTO REGGINI INDIGNATI, DIALOGO CIVILE, ALLEANZA CALABRESE, CENTRO STUDI TRADIZIONE E PARTECIPAZIONE si legge:  ”Nella giornata di ieri, 14 giugno 2015, il sig. Filippo Burrone, consigliere comunale di Reggio Calabria eletto nella Lista Reset, si è reso irresponsabilmente autore di una pubblicazione sul proprio profilo Facebook carica di odio e disprezzo nei confronti di chi non ne condivide il pensiero estremistico. In questa sede, non sarà riportata, per ragioni di pudore istituzionale, neppure una delle minacciose intemperanze che hanno connotato l’agire di quel signore, la cui disinvoltura di condotta merita tuttavia di essere in qualche modo contenuta. Se un giovane rappresentante delle Istituzioni cittadine farnetica sui social network con un linguaggio estremistico, all’insegna del pregiudizio ideologico e dell’intolleranza, non si può non registrare grave allarme e seria preoccupazione per la tenuta e credibilità delle Istituzioni democratiche, oggi come non mai, chiamate a garantire la dialettica nel dibattito politico cittadino. Ed è proprio ai rappresentanti delle Istituzioni democratiche della nostra città che naturalmente intendiamo rivolgerci nel segnalare sollecitamente l’inqualificabile episodio di cui si è reso protagonista il sunnominato consigliere comunale di Reggio Calabria con un uso sin troppo spregiudicato dei social network, di cui si offre allegata riproduzione fotografica quale irrefutabile prova documentale della veridicità della presente segnalazione. È alle Istituzioni dello Stato democratico che sentiamo di dover chiedere che siano tempestivamente adottate iniziative importanti in funzione del ripristino di condizioni minime di libertà nel perimetro del dibattito politico di una comunità che non a caso ha smarrito il senso della coesione sociale per abbandonarsi all’incitamento all’odio, in una deriva culturale che sembra non avere fine, per di più esponendo ad un incombente e non trascurabile rischio l’incolumità personale di quanti intendono offrire un contributo nella vita pubblica cittadina”.