Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Collettiva AutonoMIA: "Anna M. Scarfò finalmente conosciuta e riconosciuta dalla sua terra"

REGGIO. Collettiva AutonoMIA: "Anna M. Scarfò finalmente conosciuta e riconosciuta dalla sua terra"
 

La Calabria, terra che l’aveva rigettata costringendola a vivere sotto scorta in una località protetta,  attraverso l’opera teatrale “Gramigna” e la targa che le è stata consegnata dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria,  ha finalmente conosciuto e riconosciuto Anna Maria Scarfò. Il 17 giugno a Reggio Calabria, la sua storia, la sua voce e il valore della sua  testimonianza,  in un Teatro “Cilea”  gremito,  è stata attestata dalla standing ovation  tributata alla sua inaspettata presenza sul palco da una platea commossa ma soprattutto consapevole.

Grazie alla bravura delle attrici Cristina Merenda e Angela Iericitano e alla sapiente regia di Santo Nicito, la violenza subìta da Anna Maria, la sua storia fatta di commistioni fra una chiesa complice, la ‘ndrangheta e una mentalità patriarcale, è entrata dentro  tutti coloro che hanno preso parte alla serata. Nessuno ha potuto sottrarsi ad una narrazione efficace e finalmente priva di  stereotipi e vittimismo. Guardare cosa le è accaduto ci ha ricordato soprattutto una cosa: nessun’altra donna, ed è stata la stessa Anna Maria a dirlo, dovrebbe mai più subire violenza, nessun’altra donna dovrebbe mai più essere lasciata sola.Questo il nostro intento  come Collettiva AutonoMIA e il senso della collaborazione con la compagnia dei “Pagliacci Clandestini”. Un risultato politico oltre che umano per cui combattiamo da tempo.

La frase finale scritta sulla targa consegnata ad Anna Maria Scarfò nella persona del sindaco Giuseppe Falcomatà e dell’assessore alla legalità Giovanni Muraca: ““Il comune di Reggio Calabria le consegna questa targa come ringraziamento e riconoscimento per ciò che ha fatto, ma soprattutto come impegno per il futuro nel mettere in atto tutte quelle azioni necessarie per la prevenzione della violenza sulle donne e nel sostegno di chi l’ha subita” attestano una promessa.

Noi della Collettiva AutonoMIA, che da anni le siamo accanto nel suo percorso umano e processuale non ancora concluso, auspichiamo che queste apprezzabili intenzioni  espresse si tramutino presto in un lavoro concreto ed assiduo affinché nessun’altra donna possa vivere quello che Anna Maria ha subito. Nessun’altra donna debba sentirsi sola e rifiutata, affinché il coraggio di coloro che denunciano venga riconosciuto ed incentivi sempre più a denunciare qualsiasi forma di violenza sapendo che il territorio non resterà a guardare. Chiediamo quindi che adesso le emozioni lascino spazio alla concretezza e che le istituzioni si impegnino nell’attuazione sistematica  e continua di politiche di prevenzione, di accoglienza e di supporto alle  donne che vivono la drammatica esperienza della  violenza. Ci auguriamo che la targa donata ad Anna Maria sia l’ufficializzazione definitiva della concretizzazione di un impegno che noi stesse, come sempre, siamo disposte a coadiuvare con azioni mirate alla prevenzione, all’informazione, alla consapevolezza e ed all’ascolto delle donne, perché denunciare SI PUO’, denunciare SI DEVE. Abbiamo fortemente voluto questo meritato  riconoscimento umano e politico di Anna Maria ma saranno le azioni concrete che dovranno necessariamente essere messe in atto  dagli amministratori che lo attesteranno . La promessa fatta ad Anna Maria è un impegno preso con tutte le donne di questa città. “Gramigna” dunque, non più come erba cattiva, infestante, ma come  espansione capillare e inarrestabile di cambiamento.

 

Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria