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REGGIO. Cisl FP: "i sindaci del territorio affrontino tutti insieme il problema del precariato"

REGGIO. Cisl FP: "i sindaci del territorio affrontino tutti insieme il problema del precariato"
Siamo alle solite, le 'incomprensioni', se così si possono definire, tra Governo Nazionale e Governo Regionale rischiano di rendere inutile tutto il processo di contrattualizzazione-stabilizzazione avviato con il Decreto Interministeriale del 08 ottobre 2014". Lo afferma il responsabile del Dipartimento CISL FP Autonomie Locali, Raffaele Cagliuso, che aggiunge: "Sembra difficile ripercorrere un filo logico dei vari orientamenti tracciati con il susseguirsi in questi mesi di provvedimenti e decreti e nessuno di essi sfiora una qualsivoglia logicità, soprattutto alla luce dello stralcio dell'art. 8 del Decreto Legge Enti Locali, recentemente varato, che mette in crisi tutto il processo sin qui strenuamente, tenacemente, ostinatamente portato avanti. E' arrivato il mese di luglio ed i finanziamenti previsti dalla Regione Calabria per il processo di stabilizzazione degli ex LSU e LPU e le stesse risorse ministeriali non si intravedono all'orizzonte, mettendo in dubbio il relativo processo di contrattualizzazione fino al 31.12.2015.

Tutto tace e tutto diventa indefinito ed incerto – sostiene Cagliuso – perché dalla Regione Calabria non si ha alcuna notizia in grado di dirimere i dubbi derivanti dallo stralcio della citata norma. Nessuna nota, nessuna linea guida da seguire per una contrattualizzazione che, a nostro avviso, rimane irta di significative problematiche di ogni genere. La riunione interlocutoria tenutasi presso la Regione venerdì scorso non sana i dubbi interpretativi degli Enti che hanno siglato i contratti con i precari (o ex non si capisce bene), inducendo ad applicazioni differenziate della norma e dell' iter da seguire per la prosecuzione dei rapporti di lavoro.

Ed ecco che nel territorio della Provincia di Reggio Calabria gli Enti, per aggirare l'ostacolo venutosi a creare, stanno dando sfogo alla loro fantasia, ricorrendo a continue modifiche dei contratti di lavoro, a stralci o addirittura semplicemente non li applicano. Soluzioni diverse, quindi, a seconda della sensibilità delle varie Amministrazioni. Una situazione, dunque, non più sostenibile che impone l'esigenza di individuare una linea comune da seguire che renda più solide e certe le inevitabili scelte che i Comuni devono assumere in materia.

Lo stralcio dell'art.8 dal D.L. Enti Locali non può essere interpretato come un colpo di spugna che ha spazzato via improvvisamente tutte le regole vigenti nel pubblico impiego e nemmeno ne ha sancito la sospensione in attesa della sentenza: "condannati o assolti!"

La situazione dei dipendenti delle Autonomie Locali del territorio reggino è caratterizzata da vari livelli di difficoltà, legate anche ad una mancanza di regole comuni che rendono incerto il certo. Contratti integrativi fermi ad anni passati, quote di salario accessorio non riconosciute ai lavoratori o riconosciute in maniera differenziata o difforme dalle norme contrattuali. Quando si riesce a siglare un Contratto Collettivo Decentrato Integrativo si deve lottare poi per renderlo esigibile. Non esiste una piattaforma contrattuale univoca per i vari Enti che hanno le stesse caratteristiche demografiche ed organizzative.

Un caos generale che necessita di ordine e chiarezza, di regole certe ed univoche per tutti, di tempi ed impegni scanditi e rispettati. Questo necessita affinché l'intera procedura di contrattualizzazione non venga interpretata come una manovra "folcloristica", un castello di sabbia che è crollato alla prova del nove con il mancato inserimento della deroga, da parte del Governo, sui fondi regionali.

L'Italia del controsenso, dove un Governo sembrava aver compreso che vent'anni di precariato fossero sufficienti per "l'espiazione delle colpe dei precari" ma che invece nel momento in cui avrebbe dovuto trasformare le buone intenzioni in fatti concreti ha dimostrato tutto il suo interesse per la Calabria e per i suoi precari.

La Cisl Funzione Pubblica di Reggio Calabria chiede a tutti i Sindaci che abbiano contrattualizzato gli ex LSU/LPU un'assunzione di responsabilità, pretendendo chiarezza sia dalla Regione che dal Governo Nazionale sull'intera questione, facendo fronte comune, esigendo risposte immediate che evitino danni di ogni ordine e grado a chiunque, sfortunatamente, si trovi in questo pasticcio burocratico/politico che sembra non avere fine.

Troppe incertezze sulla testa dei precari, troppo evidente è il disagio esistenziale ed il malumore diffuso fra questi lavoratori. E' tempo che i Sindaci della provincia reggina unitariamente diventino artefici di un percorso che miri a salvaguardare e tutelare i bisogni ed i diritti dei lavoratori comunali, che si tradurranno conseguentemente nell'erogazione di altrettanti servizi di qualità all'utenza..

La CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria – conclude Cagliuso – ritiene utile una riunione di tutti i Sindaci della Provincia reggina con lo scopo di affrontare collegialmente questo tema spinoso piuttosto che singolarmente, come da una prima analisi della questione sembrerebbe stia emergendo".