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REGGIO. L'Anassilaos promuove incontro con prof. Castrizio "Le ultime ricerche sui bronzi di Riace"

REGGIO. L'Anassilaos promuove incontro con prof. Castrizio "Le ultime ricerche sui bronzi di Riace"
 

Si terrà martedì 7 luglio alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, l’incontro con il prof. Daniele Castrizio, dell’Università di Messina,  sul tema “Le ultime ricerche sui Bronzi di Riace”. Nella stampa italiana, e ancora di più in quella locale, scrive in una nota stampa il Presidente di Anassilaos Stefano Iorfida,  i Bronzi di Riace sono oggetto di attenzione solo per sterili polemiche o per segnalare delle copie esposte in varie parti del mondo, con il solito corredo di indignazione e di risentimento campanilistico. Il sistema mediatico, però, non si occupa mai della ricerca scientifica sui Bronzi, anche e soprattutto perché essa è stata delegata a diversi centri di ricerca stranieri, mentre, sul suolo italico, non c’è al momento alcun  gruppo di ricercatori che sta effettuando studi sulle due statue in bronzo, capolavori del V secolo a.C. Da questa considerazione nasce l’idea di una pacata discussione che possa mettere in luce gli ultimi aspetti delle ricerche che in Germania, nel Regno Unito e in Giappone hanno come oggetto i due Bronzi. In particolare, si esaminerà l’ipotesi dell’archeologo tedesco Vizenz Brinkmann, che ha esposto presso la Fondazione Praga a Milano una “copia” del Bronzo A con tutti gli attributi mancanti, seguendo la Teoria Castrizio, ma presentando una colorazione che ha suscitato  molte perplessità nei visitatori e negli addetti ai lavori. Si discuterà anche delle analisi delle terre di fusione, di cui si aspetta la pubblicazione scientifica da parte di una equipe coordinata dall’Università di Glasgow, per poi passare all’interessante esperimento metallurgico e di archeologia sperimentale, coordinato in Giappone dal professor Koichi Hada.  La serata offrirà anche l’occasione  per comprendere che gli studi sulle due statue da Riace continuano ad appassionare la comunità scientifica internazionale anche se il nostro Paese ha abdicato al suo ruolo di ricerca.