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REGGIO. Asp, dopo la denuncia di Confindustria, parte il tavolo tecnico per pagare i debiti

REGGIO. Asp, dopo la denuncia di Confindustria, parte il tavolo tecnico per pagare i debiti
Dopo la forte denuncia lanciata nei giorni scorsi da Confindustria Reggio Calabria in merito alla situazione debitoria dell’Asp nei confronti delle imprese reggine che operano nel settore della sanità, si è tenuto un incontro nella sede dell’Azienda sanitaria provinciale a cui hanno preso parte il commissario dell’azienda Santo Gioffré, il vicepresidente vicario e il direttore degli Industriali di Reggio Calabria, rispettivamente Valerio Berti e Francesca Cozzupoli, gli avvocati Salvatore Costantino e Giuseppe Lombardo. Nel corso dell’incontro, che si è svolto in un clima di cordiale e fattiva collaborazione, si è convenuto circa la necessità di avviare a soluzione in tempi rapidi e certi, i problemi legati ai crediti che le aziende del settore sanitario vantano nei confronti dell’Asp di Reggio Calabria. In quest’ottica Confindustria Reggio Calabria e Asp hanno ritenuto indispensabile procedere con l’immediata attivazione di un tavolo tecnico operativo congiunto, utile per facilitare i procedimenti che riguardano ogni singola impresa interessata nel rispetto del principio di legalità ma anche tenendo conto dell’impellenza dei pagamenti da disporre a favore di aziende in grave difficoltà. “Mi preme ribadire – ha affermato il vicepresidente Berti– lo spirito di piena collaborazione che sta caratterizzando la costante interlocuzione che il tessuto imprenditoriale che fa capo a Confindustria Reggio Calabria, sta avendo con i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale. Riteniamo che il confronto e il dialogo in sede istituzionale promossi dalla nostra associazione e prontamente accolti dall’Asp siano indispensabili per individuare una via che in maniera utile riesca a soddisfare, una volta per tutte, le legittime richieste delle imprese del settore sanitario. Come ribadito in occasione dell’ultimo incontro pubblico – ha concluso Berti – le risorse ci sono, circa 200 milioni di euro rinvenienti nell’attività della BDE, ma occorre uscire rapidamente dalle pastoie burocratiche, snellendo le procedure, per evitare il rischio di portare al collasso un segmento molto importante del nostro tessuto produttivo”.