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CARIDI (GAL): "il porto di Gioia Tauro mortificato dai dissidi interni del PD"

CARIDI (GAL): "il porto di Gioia Tauro mortificato dai dissidi interni del PD"

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 “Il Porto di Gioia Tauro, che doveva essere il motore per la rinascita economica della Calabria, grazie alla gestione PD e alle sue liti interne tra Regione e Governo, sta diventando un porto secondario, i grandi slogan e gli annunci dell’esecutivo sono rimasti nel dimenticatoio.”

Queste le affermazioni del Senatore Caridi, membro del gruppo Grandi Autonomie e Libertà.

“Sono mesi che cerco di conoscere le motivazioni che hanno portato il Ministro Delrio a nominare il comandante del porto di Gioia Tauro a commissario dell’Autorità portuale – continua Caridi – e sono mesi che cerco di capire se prima di tale nomina fosse stato consultato il Presidente della Regione.

Pur non avendo avuto risposta, alcune azioni del Ministro mi hanno chiarito le idee: Infatti nei giorni scorsi Delrio in persona ha proceduto alla nomina dei Commissari delle A. P. di Bari, Taranto e Civitavecchia. In tutti e tre i casi – afferma Caridi - così come avvenuto in precedenza a Piombino, Catania e Cagliari, sono stati confermati gli uscenti "per garantire continuità amministrativa all'Ente", come si legge in una nota ministeriale. Appare chiaramente una disparità di trattamento con il porto di Gioia Tauro, come se il Ministro volesse rimarcare la sua distanza con il Presidente Oliverio.

Il Porto di Gioia Tauro è la vittima sacrificale di questi dissidi tutti interni al PD, dall’avvio del commissariamento non si è più parlato di come dare al porto un ruolo strategico per rilanciare la Calabria, tutti i democratici sembrano aver dimenticato azioni decisive tanto acclamate come la ZES e il Gateway ferroviario.

Quello che mi stupisce – conclude il Senatore – è il silenzio del Presidente Oliverio che da mesi incassa colpi dal suo Governo senza proferire parola alcuna. Nell’interesse dei Calabresi dobbiamo fare il possibile per far tornare il porto di Gioia Tauro al centro dell’agenda politica