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REGGIO. L'Anassilaos promuove omaggio a "Don Camillo e Peppone"

REGGIO. L'Anassilaos promuove omaggio a "Don Camillo e Peppone"

Si terrà martedì 11 agosto alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos, un omaggio a “ Don Camillo e Peppone”, gli indimenticati protagonisti di una serie di film che tra gli anni Cinquanta e Sessanta incontrarono un memorabile successo di pubblico. L’occasione per un tale omaggio, curato da Nanni Barbaro, responsabile Teatro e Tradizioni Popolari dell’Associazione Culturale Anassilaos, che proporrà una rivisitazione dietro le quinte dei cinque film della saga, un racconto ameno e dettagliato su come essi nacquero, sugli aneddoti, sui rapporti tra il Guareschi letterario e il Guareschi cinematografico, con l'ausilio di alcune letture (Fatima Ranieri voce narrante) e di immagini montate Claudio Sergi, è il 50° anniversario dell’uscita nella sale di tutta Italia del film “Il compagno Don Camillo”, diretto da Luigi Comencini nel 1965, che concluse, a causa della morte dell’attore francese Fernandel, la serie cinematografica tutta incentrata sul rapporto conflittuale, e ad un tempo amicale, tra Don Camillo, interpretato da Fernandel, il combattivo sacerdote della Bassa e Peppone Bottazzi, il sindaco irriducibilmente comunista interpretato da Gino Cervi. Nonostante gli anni trascorsi Don Camillo e Peppone continuano ad essere attuali poiché rappresentano quell’eterna contrapposizione, tipicamente italiana, tra guelfi e ghibellini, che negli anni ’50 divise comunisti e clericali incarnati in maniera esemplare nel prete Don Camillo e nel compagno Peppone. Quello che comunque assicurò alla coppia il sostegno del pubblico -a parte qualche mugugno –fu la capacità di Guareschi e dei registi di evidenziare la sostanziale bonomia dei protagonisti capaci di superare, nel nome di una appartenenza alla comunità, ogni contrasto politico e ideologico dinanzi alla concretezza dei problemi da affrontare. Sembrò al tempo quasi una prefigurazione del compromesso storico che sarebbe venuto qualche decennio dopo. Oggi forse costituiscono la comune aspirazione dei cittadini ad una concordia che eviti asprezze e divisioni.