Direttore: Aldo Varano    

MORABITO (La Cosa Pubblica): "quale svolta a Reggio Calabria?"

MORABITO (La Cosa Pubblica): "quale svolta a Reggio Calabria?"

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"Una serie di recenti atti amministrativi del Comune appaiono preoccupanti perché contrari a quel bisogno di trasparenza e di cambiamento nei contenuti e nelle prassi che la città aveva espresso dopo la nefasta gestione di Scopelliti e Arena e il conseguente scioglimento per Mafia.
Dopo il disastro dei servizi pubblici, si sceglie di costituire due società commerciali, “Castore” e “Polluce”, nella forma in house e per di più “a responsabilità limitata”, che non costituiscono affatto una discontinuità a Reggio Calabria, che ha conosciuto i fasti della società in house “Sati”, oggi per fortuna sciolta dai commissari. Per di più, tale scelta ignora il fatto che da più parti, a livello nazionale ed anche europeo, tale tipo di società viene quasi unanimemente indicato come uno degli elementi del disastro economico e gestionale italiano. Basti pensare ai gravi rilievi mossi da Cottarelli, la cui relazione, pur essendo egli un contemporaneo e certamente lontano dalla mitologia greca, il sindaco dovrebbe ben conoscere.
Anche sul metodo di scelta dell’amministratore di tali società, ci saremmo aspettati il ricorso a pubblico e trasparente concorso, proprio perché abbiamo ancora ben impressi nella memoria gli esiti delle scelte fiduciarie del passato.
A questo si aggiunge la vicenda Miramare, e la connessa delibera pubblicata con oltre venti giorni di ritardo dall’adozione durante i quali l’Amministrazione ha mantenuto un “riserbo” sulla vicenda irrispettoso delle richieste di chiarezza dell’opposizione e delle istanze della cittadinanza.
Dalla lettura della delibera, motivata con profusione di citazioni di diversi articoli della costituzione, riferimenti alle linee programmatiche dell’Amministrazione e precedenti deliberazioni della giunta, ricaviamo l’impressione di una serie di stridenti contraddizioni.
Non si riesce a capire, infatti, per quale motivo l’assegnazione “sperimentale” ad una associazione di cui non è stato rivelato il curriculum, venga motivata a partire dal bando di invito a presentare proposte per l’estate reggina. Tale bando, infatti, scadeva il 10 giugno e non prevedeva la possibilità di sfruttare il Miramare. Due giorni dopo la scadenza, arriva al Comune la proposta spontanea dell’associazione “Il Sottoscala” che, evidentemente, viene ritenuta apprezzabile dalla giunta. Invece di indire una nuova manifestazione di interesse, si sceglie di avviare una fase sperimentale, a partire da agosto (non si indica il giorno di inizio) e fino al 31 ottobre, al fine di aquisire dati utili alla migliore redazione di un bando pubblico per l’autunno e l’inverno.  Che bisogno c’era di sperimentare per redigere un bando analogo a quello prodotto per l’Estate reggina?
Ora, ci pare alquanto contorto il ragionamento che porta ad assumere una scelta di evidente privilegio (in senso strettamente tecnico) proprio al fine di trarre da essa elementi utili a produrre un bando che garantisca pari accesso a tutti gli operatori, eliminando le situazioni di privilegio.
Riteniamo, inoltre, che la funzione di un bando pubblico sia, oltre a qauella appena richiamata, quella di mettere l’Amministrazione nelle condizioni di selezionare la proposta più vantaggiosa per la collettività fra diverse che possano giungere.
Il Sindaco e la giunta (non è dato sapere se all’unanimità o meno, dato che la delibera è carente anche sotto questo aspetto) scelgono invece la strada opposta.
Siamo convinti che decisioni che riguardano beni pubblici così importanti, proprio quando la Città dovrebbe cambiare radicalmente rotta, debbano essere prese con il più ampio coinvolgimento, con la discussione e il dibattito con i cittadini, le associazioni, gli operatori.
Ricordiamo che il Miramare è un bene ceduto alla Città con una specifica destinazione connessa ad azioni in favore dei Ricoveri Riuniti. A tale scopo il Comune dovrebbe destinare i redditi prodotti dal suo impiego.
Apprendiamo che domani il Sindaco terrà una conferenza stampa per chiarire gli aspetti controversi della delibera, tuttavia, ricordiamo che l’attività amministrativa si regge sulle delibere e non sulle conferenze stampa. Pertanto, dubitiamo che dall’incontro di domani possa scaturire altro effetto che non sia l’annuncio del ritiro della delibera, cosa che ci auguriamo assieme alla convocacione di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza che discuta di come meglio utilizzare il Miramare e gli altri beni pubblici in accordo con la loro destinazione.

Stefano Morabito
Associazione “La Cosa Pubblica”