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Arrestato per falsa perizia medica in realtà salvò la vita al detenuto: assolto

Arrestato per falsa perizia medica in realtà salvò la vita al detenuto: assolto
Era finito agli arresti con l'accusa di aver redatto una falsa perizia medica per evitare il carcere a un boss, ma proprio grazie alla sua diagnosi il detenuto fu curato ed evito' la morte. E' la vicenda che ha avuto come protagonista il cardiologo Alfonso Sestito, originario della Calabria ma residente a Roma, dove esercita la professione, il cui corretto operato ha trovato definitivo riscontro anche in sede giudiziaria: di recente, infatti, e' diventata irrevocabile - hanno fatto sapere fonti vicine al cardiologo - la sentenza di assoluzione con formula piena emessa il 6 marzo scorso dalla settimana sezione penale del Tribunale di Roma.
 
   Sestito era stato indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma sfociata nel febbraio 2013 nell'arresto di otto tra medici ed avvocati che - sosteneva l'accusa - attraverso false perizie, avrebbero procurato sconti di pene a criminali e ricoveri in strutture ospedaliere ai detenuti. Il professionista ha sempre respinto gli addebiti, sostenendo di aver redatto la sua perizia "secondo scienza e coscienza", e lo stesso giudice delle indagini preliminari che ne aveva disposto gli arresti domiciliari li aveva revocati dopo tre giorni, prevedendo l'obbligo di dimora poi cancellato dal tribunale del riesame.  
 
Nel corso del processo, la presunta falsa perizia attribuita a Sestito - che, dopo l'arresto, rimase sospeso dal lavoro per oltre quattro mesi -  non solo e' risultata corretta, ma e' stato confermato che era stata decisiva per salvare la vita al detenuto accusato di essere stato favorito dal cardiologo.
 
A questi, infatti, era stata diagnosticata ''una rara forma di ischemia miocardica'', uno stato pre-infartuale, confermata dalla coronarografia. I consulenti medici del pm arrivarono a conclusioni difformi da quelle di Sestito solo - per loro stessa ammissione ribadita in sede di interrogatorio - per non aver tenuto conto dell'intera documentazione medica depositata agli atti. "Singolare carenza informativa in cui sono incorsi i consulenti del pm", ha evidenziato il collegio giudicante; carenza per la quale Sestito ha annunciato che adira' le vie legali per un risarcimento "pari agli enormi danni personali e professionali subitimorte. E' la vicenda che ha avuto come protagonista il cardiologo Alfonso Sestito, originario dellaCalabria ma residente a Roma, dove esercita la professione, il cui corretto operato ha trovato definitivo riscontro anche in sede giudiziaria: di recente, infatti, e' diventata irrevocabile - hanno fatto sapere fonti vicine al cardiologo - la sentenza di assoluzione con formula piena emessa il 6 marzo scorso dalla settimana sezione penale del Tribunale di Roma.   Sestito era stato indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma sfociata nel febbraio 2013 nell'arresto di otto tra medici ed avvocati che - sosteneva l'accusa - attraverso false perizie, avrebbero procurato sconti di pene a criminali e ricoveri in strutture ospedaliere ai detenuti. Il professionista ha sempre respinto gli addebiti, sostenendo di aver redatto la sua perizia "secondo scienza e coscienza", e lo stesso giudice delle indagini preliminari che ne aveva disposto gli arresti domiciliari li aveva revocati dopo tre giorni, prevedendo l'obbligo di dimora poi cancellato dal tribunale del riesame.   Nel corso del processo, la presunta falsa perizia attribuita a Sestito - che, dopo l'arresto, rimase sospeso dal lavoro per oltre quattro mesi -  non solo e' risultata corretta, ma e' stato confermato che era stata decisiva per salvare la vita al detenuto accusato di essere stato favorito dal cardiologo. A questi, infatti, era stata diagnosticata ''una rara forma di ischemia miocardica'', uno stato pre-infartuale, confermata dalla coronarografia. I consulenti medici del pm arrivarono a conclusioni difformi da quelle di Sestito solo - per loro stessa ammissione ribadita in sede di interrogatorio - per non aver tenuto conto dell'intera documentazione medica depositata agli atti. "Singolare carenza informativa in cui sono incorsi i consulenti del pm", ha evidenziato il collegio giudicante; carenza per la quale Sestito ha annunciato che adira' le vie legali per un risarcimento "pari agli enormi danni personali e professionali subiti