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REGGIO. Riapre oggi unico asilo nido pubblico della città

REGGIO. Riapre oggi unico asilo nido pubblico della città
Riapre oggi a Reggio Calabria il primo asilo nido pubblico dopo due anni di assenza di strutture comunali per la prima infanzia. Per due anni una citta' come Reggio Calabria, dove vivono circa 5.000 bambini di eta' inferiore ai 3 anni, non ha avuto asili nido pubblici. Dall'autunno 2013, infatti, la pur esigua offerta che copriva appena il 2,8% - a fronte di un target stabilito dall'Ue del 33% - si era completamente azzerata.   Un caso unico in Italia, come denuncia l'organizzazione Actionaid. Anche se non e' che il resto del Paese se la passi benissimo: l'Italia spende per la cura alla prima dell'infanzia lo 0,2% del pil, la meta' della media dei Paesi Ocse, con unapercentuale media di presa in carico del 13,5% rispetto al target europeo del 33%. Quella della mancanza di strutture per la prima infanzia, sottolinea Actionaid, e' una situazione di disagio condivisa da decine di migliaia di genitori italiani.   "Sin dall'inizio di questa vicenda, Actionaid e' scesa in campo al fianco dei genitori reggini per accendere i riflettori su una situazione inammissibile attraverso la campagna #chiediamoasilo, partita nel gennaio 2014 con il lancio di una petizione e l'avvio di un'azione legale, per chiedere alle istituzioni la riapertura degli asili nido pubblici - racconta Marco De Ponte, segretario generale di Actionaid Italia - e dopo due anni abbiamo registrato un primo importante successo, con la riapertura domani dell'asilo aziendale Cedir. Ma e' solo l'inizio di un percorso che richiede ancora molti sforzi".   Actionaid ricorda che l'Italia (dati Ocse) spende per i bambini da 0 a 5 anni lo 0,2% del pil, la meta' della media dei Paesi Ocse (0,4%). Nel 2013 il Governo aveva avviato un programma per migliorare l'offerta di nidi nelle regioni particolarmente in ritardo, che sono, oltre alla Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia. Ma con la legge di Stabilita' 2015, la dotazione finanziaria e' stata tagliata: si stima che, rispetto a un obiettivo di copertura del 12%, si e' arrivati a una percentuale di circa il 5% rispetto al totale della popolazione 0-3 anni.   "A conti fatti - dice De Ponte - l'investimento complessivo ulteriore nei servizi di cura puo' considerarsi annullato. Inoltre, sono da chiarire gli scenari per i prossimi anni: si prevedranno stanziamenti annuali fissi per gli asili nido?. Oltre alla creazione di nuovi posti, si dovrebbero infatti prevedere stanziamenti continuativi nel tempo, altrimenti difficilmente i servizi esistenti e che si andranno a creare sopravvivranno nel tempo, o sara' molto complesso garantire un'offerta di qualita'